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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Calcio giocato di S. BIANCHI del 17/03/2015 10:19:18
Noi e il Borussia Dortmund

 

Il nome completo della nostra avversaria sarebbe “Ballspiel-Verein Borussia 09 Dortmund”, per fortuna noto come Borussia Dortmund (o con la sigla BVB), ha il colore sociale giallo e nero ed è la squadra di calcio di Dortmund, città della Renania Settentrionale-Vestfalia.

La nostra prima volta col Borussia Dortmund, la finale di Coppa UEFA 1992/93, in effetti, sono state due volte: al tempo quelle finali si svolgevano con gare di andata e ritorno. Eravamo arrivati a disputarci quella coppa dopo aver asfaltato l’Anorthosis Famagosta, aver superato il Panathinaikos grazie all’1 a 0 di David Platt in trasferta (e lo zero a zero di Torino) e un nuovo tiro a segno col Sigma Olomuc. Ai quarti di finale, a Lisbona, subiamo il 2 a 1 dal Benfica, ma il 3 a 0 di Torino (Kohler, Dino Baggio e Ravanelli) ribalta il risultato. In semifinale regoliamo il PSG col 2 a 1 casalingo (doppio Roberto Baggio), bissato dall’1 a 0 di Parigi, sempre per merito del Codino che, con sei reti, sarà il secondo marcatore del torneo. La finale ci vede di fronte al Borussia di Dortmund. Doccia fredda al Westfalenstadion: gialloneri già in vantaggio al secondo minuto per la fulminea rete di Rummenigge (è Michael, il fratello minore di Karl-Heinz), ma già nel primo tempo le cose sono sistemate per merito dei due Baggio, Dino, che pareggia al 26° e Roberto che ci porta in vantaggio al 31°; il solito Codino, al 74° mette al sicuro gara e vittoria finale. La formalità del ritorno è certificata dalle due reti di Dino Baggio e da quella di Andy Möller per il 3 a 0 finale. Per noi è il terzo trionfo in Coppa UEFA, una vittoria conquistata con la maggior differenza reti di sempre: sei reti a uno.

Nuova doppia sfida col Borussia nella semifinale della Coppa UEFA 1994/95. Ci siamo arrivati dopo l’8 a 1 totale sul CSKA Sofia, il 3 a 1 complessivo sul Maritimo di Funchal, il 5 a 2 globale sull’Admira Wacker e il 4 a 1 aggregato sull’Eintracht Francoforte. Col Borussia, in semifinale, stavolta la competizione è più equilibrata: sotto 0 a 2 nella gara casalinga (che giocammo a San Siro) per le reti di due ex bianconeri (Reuter, 8° e Möller, 70°), rispondiamo con Roberto Baggio su rigore (27°) e Jurgen Kohler (87°) per il 2 a 2 finale. Cerchiamo e troviamo la qualificazione in Germania, dopo il fulmineo botta e risposta di Porrini (6°) e Julio Cesar (altro ex, al 9°), fino al gol vittoria (31°) del solito Roberto Baggio. Il pericolo degli ex, di cui si erano avvertite le avvisaglie nella sfida col Borussia, si palesa appieno in finale col Parma, che con l’ex Dino Baggio va a segno nell’uno a zero del Tardini e l’uno a uno in “casa” (a San Siro). In quel primo anno di Lippi, ci accontentiamo dello scudetto e della Coppa Italia (anche quella, in finale con i Ducali). Lacrime molto più amare di quelle che alcuni hanno potuto piangere per la sconfitta in Coppa UEFA, sono quelle per Andrea Fortunato, che muore a ventitré anni per leucemia.

Ritroviamo il Borussia in Champions League 1995/96, nel girone C, con Steaua Bucarest e Glasgow Rangers. L’esordio nel girone ci vede vincenti proprio in Germania, col BVB che va in vantaggio col solito Möller, ma che al novantesimo perde tre a uno per le reti di Padovano, Del Piero e Conte. A Torino, all’89° Del Piero spenge ogni speranza di simbolica remuntada (in catalano) dopo il due a zero per i gialloblù (Zork 29°, Ricken 64°). A dei talebani bianconeri come voi che mi leggete, non occorre ricordare che quel girone ci aprì le porte per arrivare alla vittoriosa finale di Roma con l’Ajax.

Dopo tre doppi confronti vinti, di cui una finale, la prima sconfitta, proprio dove fa più male: in finale di Champions League. Superato in un soffio il girone C (che comprendeva anche Manchester United, Fenerbahçe e Rapid Vienna; sedici punti su diciotto e più dieci di differenza reti), il Rosemborg nei quarti (con un complessivo di 3 a 1), l’Ajax in semifinale (col risultato aggregato di 6 a 2), ci ritrovavamo in finale per il secondo anno consecutivo, stavolta col Borussia Dortmund. Nonostante giocassimo quasi in casa loro, andavamo in Germania con un fastidioso presagio di quasi vittoria, un po’ per il nostro fragoroso cammino fino allora, un po’ per il Dortmund, visto da quasi tutti come una specie di cimitero degli elefanti, pieno zeppo di reduci dal nostro campionato. Sta di fatto che, all’Olympiastadion di Monaco di Baviera, al 34° i tedeschi erano già sul due a zero, per la doppietta di Riedle. Il meraviglioso gol di tacco di Del Piero (64°) riaccende per un attimo le nostre speranze, spente definitivamente da Ricken al 71°.

Bene o male, su quattro sfide, tre in gara doppia e una in gara singola, siamo in vantaggio tre a uno sul Borussia; la quinta sfida, quella che si terminerà il 18 marzo a Dortmund, ci vede partire dal risultato di due a uno per noi, maturato dopo i primi novanta minuti del doppio confronto. Esiguo, purtroppo, ma reale. Due parole sole da dire: “Forza ragazzi!”

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