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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di L. BASSO del 20/03/2015 08:03:45
Garantire la regolarità TUTTI i giorni

 

E’ storia dell’anno scorso.
Tutti ricorderete il secondo sbarco del vulcanico presidente Cellino nella “perfida Albione”, valigetta di soldi al seguito, per acquistare il pacchetto di maggioranza del Leeds United, storico club inglese.
Affare fatto, stretta di mano, firma sui contratti, finchè, come un fulmine a ciel sereno, arriva il veto della Federazione.
In Inghilterra, infatti, la Football League ha la possibilità di intervenire per impedire l’acquisto di club da parte di soggetti sui quali pendano “ombre”, e il buon Cellino portava sul groppone una condanna in primo grado per evasione fiscale. Il veto fu poi rimosso dopo il ricorso dei legali di Cellino, i quali sottolinearono come, per la Giustizia Italiana, un imputato non sia considerato colpevole fino all’esaurimento dei tre gradi di giudizio; tuttavia, in seguito, Cellino ricevette una squalifica che fino al 3 maggio 2015 gli impedirà di rivestire qualsiasi incarico ufficiale in seno alla “sua” squadra.
Per carità, qualcuno mi potrà dire che è tutta facciata. Che magari i grandi club nascondono segreti ben più inconfessabili e anche al di là della Manica si va a prendere sempre il pesce piccolo mentre i grandi delinquenti rimangono impuniti. Ognuno è libero di avere la propria opinione.
Fatto sta che però, ad oggi, Cellino non può rivestire la carica di Presidente del Leeds, a tutela del decoro, dell’immagine e della morale della Football League.

A casa nostra, invece, le cose sono un tantinello diverse.
Anche senza andare tanto indietro nel tempo, gli ultimi mesi del Parma calcio ricordano i bizzarri quadri di M.C. Escher: storie che vanno, che vengono, strade dove pensi di andare avanti ma in realtà vai indietro, bonifici che ci sono, poi non ci sono più, presidenti che si alternano alla guida della società con un ritmo impensabile, fino ad arrivare alla notizia dell’arresto del Presidente Manenti per presunte operazioni illecite.
E ovviamente il principale problema della Federazione è quello di “garantire la regolarità del Campionato permettendo al Parma Calcio di arrivare in fondo, ad ogni costo”.
No, signori miei.
Il problema è sì quello di garantire la regolarità del Campionato, ma tutti i giorni. Perché la regolarità non è impedire che qualcuno prenda tre punti a tavolino e qualcun altro no; la regolarità è avere un campionato con 22, 20, 18 squadre gestite da società solide, con i conti e i bilanci a posto.
La regolarità è avere società che si mantengono in piedi grazie agli incassi, ai diritti TV, al merchandising e ad un mercato “intelligente”. Non grazie ad artifizi contabili, finanza creativa, decreti, condoni e proroghe.
La regolarità è avere piccole società che, grazie ad un vivaio di prim’ordine, creano i fuoriclasse del domani e, con il ricavato della loro vendita ad un Top team, ci rifanno la squadra da cima a fondo. Non grandi società che, per coprire operazioni che sarebbe generoso definire “borderline”, fingono di vendere il figlio della portinaia o del magazziniere, che non ha mai dato un calcio ad un pallone, come se fosse il nuovo Leo Messi.
Questo significa “garantire la regolarità”. Senza tanti proclami, senza tante parole.

Negli sciagurati giorni di calciopoli ricordo di aver sentito più volte la lapidaria frase: “chi sbaglia paga”.
Bene, ammesso ed assolutissimamente non concesso che la Juventus abbia sbagliato qualcosa (attendo ancora che mi dicano di preciso cosa, ma tant’è…) la Juventus ha pagato.
Altre squadre invece hanno fatto finte cessioni dei propri marchi, hanno beneficiato di prescrizioni, hanno fruito di dilazioni sine die dei debiti anche verso lo Stato, hanno goduto di norme cambiate durante il torneo, hanno raccolto i frutti di quotazioni farlocche in borsa a danno dei risparmiatori, fino ad arrivare all’assurdo di una squadra che cambia presidenti come la biancheria intima e che di domenica in domenica non sa se giocherà.
Con buona pace dei giocatori, sempre più bestiame al mercato.
Con buona pace dei tifosi, sempre più polleria da spennare.
E con buona pace della regolarità, s’intende.

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