Italia-Inghilterra allo Stadium è passata e speriamo che la FIGC abbia già provveduto a ripristinare i luoghi. Quanto è stato fatto e occultato dalla banda Tavecchio è cosa nota, inutile ripeterlo. Ci sono però un paio di aspetti sui quali è bene tornare: la modalità/contratto di affidamento dell'impianto e la giustificazione che molti hanno dato di quello che abbiamo definito il "maquillage" dello stadio.
A che titolo è stato dato lo JStadium alla Federcalcio? Affitto ha detto qualcuno. Non è così, in tal caso la federazione avrebbe dovuto versare un corrispettivo che remunerasse la Juventus per la disponibilità di un immobile produttivo di utilità (la FIGC ha incassato qualche milioncino per questa partita). Lo Stadium è stato dato in
comodato d'uso? Ipotesi che riteniamo più probabile visto che la Juve non ci ha guadagnato nulla e in via Allegri per l'impianto si sono accollati solo le spese vive. L'ipotesi della Nazionale ospite della società bianconera non è neppure da contemplarsi perché la disponibilità piena dell'impianto era della federazione. La Juventus quindi oltre non ricevere un compenso, ne ha subito anzi un danno in termini di immagine considerato che si è vista nascondere la cronologia della proprie vittorie come se fosse qualcosa di cui la Nazione calcistica dovesse vergognarsi.
La Juve poteva negare lo Stadium? Certamente sì. Giuridicamente e sportivamente non aveva nessun obbligo di prestare (o affittare, come preferiscono quelli che ne sanno) l'impianto. Politicamente sarebbe stato poco diplomatico e considerato un ulteriore atto di guerra a Tavecchio, ma tanto, visto che quest'ospitata era diventata occasione per schermaglie (invero unilaterali della federazione) sulla famosa causa dei 443 milioni di euro, a quel punto nell'economia del braccio di ferro in atto valeva forse dare un segnale forte.
Perché sono stati coperti i simboli delle vittorie juventine e soprattutto il 32? All'inizio si disse che «La Juve non può impedire che vengano coperti i simboli con i riferimenti ai 32 titoli» (Tuttosport). Nell'articolo si affermava che
«Agnelli non può impedire per regolamento l'eventuale copertura della simbologia che rimanda, ancora una volta, a calciopoli e ai 32 scudetti» (
Link). Siccome noi non apparteniamo a quelli che "se lo scrive il giornale allora è vero", ci siamo messi a cercare la norma. Regolamenti FIGC, Regolamenti UEFA, Dlgs ... ma la norma proprio non siamo riusciti a trovarla.
Nel frattempo, montando la protesta dei tifosi juventini, si sono messi all'opera i cavalieri serventi della causa. Tanti autorevoli esperti sono partiti lancia in resta per fare un lavoro di persuasione mediatica affinché venisse accettata la cosa. Ogni argomento era buono, dal non poter negare lo stadio, al fatto che "anche in Champions è così e pure per l'Europa League, compresa la finale, sono stati coperti. Però nessuno ha protestato". A un certo punto molti tifosi hanno persino abbracciato il partito dell'indifferenza, "ma sì, tanto anche se li cancellano per un giorno, noi comunque li abbiamo vinti". E vabbè...
Il paragone con la Champions League e l'E.L. "Nelle manifestazioni internazionali...". Molti dimenticano che
questa era una semplice amichevole tra nazionali, non una partita di una competizione che ha un proprio format e che ne richiede l'accettazione ai partecipanti. Manifestazioni nelle quali in pratica vi è un vincolo contrattuale che prevede, se vuoi partecipare, di accettare anche l'uniformazione estetica dello stadio (
Link). Quando mai prima di adesso la federazione era intervenuta a questo modo sull'impianto che ne ospitava la rappresentativa?
«Modus operandi» e «personalizzazione». Da che esisteva un regolamento, si è passati poi a spiegare la cosa come
«un classico modus operandi della Federazione quando usa uno stadio per le partite degli azzurri, preso - come si dice - "clean", cioè pulito» (Gazzetta)(
Link) e con
«spiega la Federcalcio, si tratta solo di una personalizzazione dell'impianto decisa da Infront» (Tuttosport) (
Link). La regola quindi non esiste, non è mai esistita. Diversamente ai primi mugugni qualche abile opinion leader ce l'avrebbe spiattellata sotto al naso per garantire la bontà dell'affare.
Quindi facciamo due considerazioni finali. In primis il tifoso dovrebbe imparare a diffidare di quello che senza riscontri scrivono in giornali (se abbiamo una stampa in certe posizioni nel panorama internazionale non è un caso) e di quello che con fare pseudo-autorevole (ma solo autoreferenziale) vogliono inculcare alcuni presunti tifosi vip. Si può essere d'accordo o meno sulle foglie di fico messe allo Stadium, ma non per questo si può dire che esiste una regola e poi non esibirla (noi qui sopra abbiamo riportato il regolamento della Uefa Champions League).
Ci vuole rispetto per chi legge.
In secondo luogo ci soffermiamo sulla portata del gesto della FIGC e su chi lo ha messo in atto:
Infront. Se al posto dell'advisor ci fosse stata la GEA? E se invece ci Bogarelli, Tavecchio, Lotito&C. ci fossero stati Moggi, Giraudo e Bettega? Non serve aggiungere altro. Resta tutta l'evidenza di un'azione che non è solo simbolica, ma sostanziale. Uno sgarbo che si inserisce in quella guerra fredda (ma come dice Tavecchio c'è disponibilità da parte della Juve) tra la società bianconera e la federazione/Infront. Tanta diplomazia juventina non è stata corrisposta, e alla colpevole omissione bianconera (ti conccedo lo stadio ma non ti azzardare a coprire niente) è seguita solo tanta arroganza federale.
La nostra pagina facebook
La nostra pagina twitter
Commenta con noi sul nostro forum!
