Quando in giorni di festa come questi il calcio non invade le nostre giornate si ha l'opportunità di assaporare il bel momento sportivo della propria squadra come accade a noi juventini, di dimenticare le delusioni per altri, e per tutti di allontanarsi per un po' dai veleni dell'ambiente calcio.
Non si poteva pensare che quei veleni scomparissero, ma Pasqua e pasquetta potevano essere una bella zona franca per non respirare i cattivi fumi della serie A, che anche nell'ultima giornata ci ha "regalato" una brutta polemica di tifo: gli striscioni contro la mamma di Ciro Esposito srotolati all'Olimpico durante Roma-Napoli.
Il coro di indignazione mediatica è stato unanime. Un'affettazione di indignazione buona solo per la facciata e per riempire le pagine dei giornali. Personalmente avevo così commentato la vicenda: Si pretende fare la morale alle curve dimenticando le condizioni etiche in cui versa il paese. Le curve sono queste, non ci si poteva attendere niente di diverso (mi aspettavo striscioni peggiori). La famiglia di Ciro Esposito (e i vari Totti&C. con cui sono entrati in polemica) deve capire che in questi casi è sempre meglio una parola in meno. Se spesso e volentieri mandano avanti il loro legale di fiducia, tale Pisani, che è anche l'avvocato di Maradona (guarda caso) e
va costantemente in cerca di visibilità mediatica, allora non possono sperare che la dialettica non si infiammi.
E quasi a non volermi smentire, proprio l'avvocato Pisani (noto già per la vicenda dei pagamenti estero su estero per le prestazioni pubblicitarie del Pibe svelata da Le Iene, e onnipresente per qualsiasi caso giudiziario da televisioni) dopo gli striscioni di Roma anziché scegliere un silenzio utile ad abbassare i toni, ha pensato bene di dire la sua:
«La Roma silente e i suoi tifosi si sono dimostrati più volte violenti e discriminatori nei fatti e nelle azioni. Chiediamo pertanto al Coni e alla Federcalcio per la palese responsabilità oggettiva e le gravi violazioni un intervento urgente e fermo secondo i noti principi della Uefa 'No Razzismo No Violenza' verbale e materiale nel Calcio, applicando secondo le regole europee 5 punti di penalizzazione per la Roma e squalifica dello Stadio Olimpico di Roma. Comunque adiremo tutte la autorità competenti e gli organi Uefa per il rispetto della legalità e valori dello sport. Se la Figc non combatte fattivamente e concretamente la violenza verbale e materiale della Roma, secondo le regole Uefa, sarà ritenuta responsabile di eventuali reazioni, seppur ingiustificate, da parte dei tifosi di Italia super indignati». È evidente l'inopportunità di un'uscita del genere. Uno potrebbe pensare che a parlare sia il tifoso del Napoli, in realtà il legale ha semplicemente approfittato di una buona occasione per darsi visibilità.
All'avvocato Pisani vorrei ricordare, in quanto a violenza, l'ospitalità che i tifosi della sua squadra del cuore riservano puntualmente ai tifosi delle squadre straniere i trasferta all'ombra del Vesuvio. Alla stessa stregua si sono comportati accogliendo più volte a sassate il pullman della Juventus.
Il silenzio della Roma non è più grave dei silenzi della dirigenza napoletana per le aggressioni di cui si rendono protagonisti alcuni tifosi proprio in occasione dei quelle competizioni UEFA ai cui principi si appella, e a quegli atteggiamenti che il presidente della sua squadra ha tenuto in varie occasioni ("siete delle m...", "chi non salta è juventino", i siparietti col cardinale Sepe, eccetera).
Quanto alla richiesta di penalizzazione che fa al CONI e alla Federcalcio, beh, qui siamo veramente a qualcosa di incredibile da dover sentire da parte di un uomo di legge. A noi risulta che
non esiste per i non tesserati la possibilità di depositare esposti ad organi di giustizia sportiva per i fatti di cui si duole. Allo stesso modo ovviamente, e di conseguenza, non è possibile al tifoso (anche se trattasi di avvocato) adire gli «organi UEFA». Quindi a che pro questa uscita di Angelo Pisani? Indignazione o desiderio di apparire a tutti i costi?
L'avvocato, si spinge persino ad affermare una responsabilità della FIGC nel caso di
«eventuali reazioni, seppur ingiustificate, da parte dei tifosi di Italia super indignati», nel caso in via Allegri n combattano fattivamente il fenomeno violenza (dando i 5 punti di penalizzazione alla Roma?). Ci limitiamo a chiederci quanto con queste boutade si fomenti il fenomeno. Sono vicende che richiedono moderazione nei toni e nella sostanza, se la signora Leardi veramente vuole dare un contributo di pacificazione, dia istruzioni all'avvocato Pisani affinché taccia e si limiti a parlare solo nelle sedi giudiziarie, perché con uscite come quest'ultima di certo non si rasserenano gli animi, anzi, potrebbe provocare reazioni ben peggiori di uno striscione o un coro. E ovviamente è difficile trattenere pensieri che qualcuno voglia speculare su vicende molto tristi.
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