“L’ignoranza e la violenza sono mali sociali che si estirpano con progetti comuni, di tutte le componenti sportive e politiche, oltre al contributo fondamentale dei media’’.Parole e Musica del Presidente della Figc Carlo Tavecchio che così ha chiuso il suo intervento sugli striscioni esposti allo Stadio Olimpico contro Antonella Leardi, mamma di Ciro Esposito.
Un’attenzione che proprio Tavecchio, non ha dimostrato di avere. Ricordiamo tutti la frase che gli è costata una squalifica Fifa e Uefa: “Le questioni di accoglienza sono una cosa, quelle del gioco un’altra. Noi diciamo che Opti Pobà è venuta qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così…’’.
L’Italia, nel recepire l’articolo 14 delle regole disciplinari Uefa, ha esteso il concetto di razzismo allargandolo ad altri comportamenti discriminatori, tra cui le offese legate alle origini territoriali. Sono infatti molte le multe collezionate per i cori contro i napoletani (
“Vesuvio lavali col fuoco’’, “voi col sapone non vi siete mai lavati..’’). L’assurdo è stato raggiunto con la multa comminata alla Juventus per un coro intonato dai bambini (
“merda” ) che avevano riempito lo Stadium svuotato dai tifosi delle curve a seguito di un provvedimento del giudice sportivo.
E’ inutile gridare o intervenire solo quando succedono fatti eclatanti per poi non attivarsi concretamente per evitarli.
Il Presidente della Figc propone progetti comuni, ma in concreto è lui stesso a scivolare spesso in atteggiamenti non propriamente esemplari.
I media, sempre più espressione di una politica di parte, usano il loro potere non per educare ma per condizionare, cercando di creare quel sentimento popolare che qualcuno sponsorizza.
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