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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di S. BIANCHI del 13/04/2015 13:48:52
Juve: sbanca il Casinò di Montecarlo!

 

Chi arriva ai quarti di Champions League deve avere dei valori oggettivi di gioco e atletici: chiunque lo affronti, sa di non potersi aspettare una passeggiatina. Una volta tanto, però, possiamo dirci fortunati, poiché su cento juventini interpellati prima del sorteggio, tutti avrebbero indicato i monegaschi come la più abbordabile delle sei avversarie rimaste in lizza per questa Champions 2015. E’ vero che, per vincere quella maledetta coppa, prima o dopo bisogna affrontare anche i pezzi da novanta, ma intanto, grazie all’urna di Nyon, tra PSG e Barcellona ne resterà una sola, stessa cosa dicasi per Real e Atletico Madrid. Per un semplice risparmio di energie, oltre ad una speranza in più di arrivare almeno alla finale, preferisco giocarmi il quarto con il Monaco del Principato, piuttosto che con la squadra dell’altra Monaco, quella di Baviera.

Monaco che, come noi, non sarà paragonabile alle tre squadre che godono dei pronostici per la finale di Berlino, ma comunque è una squadra di tutto rispetto, basta guardare al cammino che ha fatto fin qui. Nel girone all’italiana, tanto per gradire, si è qualificata al primo posto regolando nell’ordine Bayer Leverkusen, Zenit San Pietroburgo e Benfica, con tre vittorie, due pareggi e una sconfitta. Se è vero che in sei gare ha segnato solo quattro volte, è altrettanto vero che ha subito una rete sola, segno di una grande attenzione alla fase difensiva. Abbiamo quindi a che fare con una squadra che basa la sua forza sulla difesa, che però, agli ottavi ha fatto fuori l’Arsenal vincendo tre a uno in casa dei Gunners e perdendo due a zero al Louis II. Il risultato del ritorno va un po’ stretto agli inglesi, ma se Subasic ha parato tutto quanto poteva diventare lo zero a tre che avrebbe qualificato la squadra di Wenger, vuol dire che hanno un bel portiere, e forse anche un po’ di fortuna dalla loro parte.

La disposizione tetragona e contropiedista che gli ha dato il portoghese Jardim, vede nell’unica punta dell’attacco una nostra quasi conoscenza, quel Berbatov che anni orsono poteva finire in bianconero dopo aver lasciato molti bei ricordi a Manchester, versante Mancunions. Altri ottimi giocatori, a parte il citato portiere, sono l’esterno Carrasco e i centrocampisti Moutigno, Toulalan e Kondogbia. Così com’è piccolo il bacino d’utenza, quel Principato che fu di Ranieri e Grace Kelly, anche lo stadio del Monaco è piccolo, e non rappresenta un punto di forza della squadra; non è più un vantaggio per i biancorossi nemmeno avere come proprietario il ricco magnate russo Rybolovlev, che dopo investimenti milionari sulla squadra, per le norme sul fair play finanziario ha dovuto ridimensionare l’organico, privato di James Rodriguez e Radamel Falcao e ... forse per loro buona sorte, anche di Claudio Ranieri.

Il Monaco ha vinto parecchi trofei nazionali e si è segnalato con buoni piazzamenti anche nelle competizioni europee: finalista di Coppa delle Coppe nel ‘92, semifinalista di Champions l’anno seguente, nel 2004 arriva in finale, ancora in Champions, dopo aver superato Real Madrid e Chelsea. Una volta, in Europa ha incrociato le armi anche con noi: era la primavera del 1998 e la doppia gara valeva per la semifinale di Champions League.

A Torino, con una tripletta di Del Piero e il sigillo di Zidane, chiudemmo i conti con un perentorio quattro a uno e al ritorno riaffermammo la nostra voglia di finale, passando rapidamente in vantaggio con Amoruso. Purtroppo, la rete di Leonard prima dell’intervallo e soprattutto quella di Henry a inizio secondo tempo, dettero ali ai monegaschi, che pur portando a tre il proprio score, avevano subito in precedenza la rete del pareggio di Del Piero. Inutile ricordare l’ingiusto verdetto della finale, vinta dal Real Madrid per merito dell’arbitro Krug, che non sanzionò la posizione di fuorigioco di Mijatovic, il marcatore per le Merengues.

“Tra le squadre che ci potevano capitare, con il Monaco ce la giocheremo”, ha detto Pavel Nedved subito dopo il sorteggio. Le impressioni personali di noi tifosi forse contano poco, siamo troppo portati a uno dei due estremi: ci sono i trionfalisti e invece quelli troppo prudenti nel valutare le prove della nostra squadra del cuore. Un po’ di equilibrio lo portano i titoli dei giornali esteri, che dopo il tre a zero del Westfalenstadion, valutavano la prestazione bianconera ora “impressionante”, ora “squillante”, per qualcuno, addirittura “strepitosa”: forse siamo meno lontani dal Bayern di quanto noi stessi potessimo pensare. Forse... ma ora, con un (altro) po’ di fortuna, questa finale, forse, potremo disputarla. Non dimentichiamoci che ora abbiamo un tifoso aggiunto, il primo Papa juventino della storia della Chiesa. Nelle Alte Sfere, conterà un pochino di più di Stefano, Paola o Gildo?

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