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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di L. BASSO del 24/04/2015 08:35:55
Telecronache

 

Chi oltre al calcio segue anche la Formula 1 ricorderà di sicuro l'episodio che decise il Mondiale del 2008: Felipe Massa, alla guida della Ferrari, vince la corsa davanti al suo pubblico laureandosi virtualmente Campione del Mondo. Già, perchè là dietro, nella pioggia battente, Lewis Hamilton è solamente sesto, e non gli basterebbe per superare in classifica il brasiliano.
Quando ecco, a pochi metri dal traguardo, gli appare davanti la Toyota di Timo Glock in evidente difficoltà: corre da alcuni giri con le gomme da asciutto sotto un pioggione che Dio la manda, e solo il fatto di restare in pista, per il tedesco, è già più di un'impresa. Hamilton infila la macchina bianco/rossa come un lampo e pochi metri dopo taglia il traguardo in quinta posizione. Al box della Ferrari lì per lì nessuno se ne accorge, fino a quando nel tripudio di risate ed abbracci qualcuno alza gli occhi verso un monitor, e il sorriso gli si gela sul volto.
Apriti cielo. Per settimane ci tocca sorbirci opinionisti di ogni sorta che ipotizzano complotti pluto-giudaico-rettiliano-mondialisti secondo cui Glock avrebbe rallentato intenzionalmente per farsi superare da Hamilton (il motivo non è chiaro, ma tant'è...) se non addirittura fantasticando su ordini ricevuti in merito dal muretto dei box. Perchè se si è perso ci dev'essere per forza un motivo losco, qualcuno che trama nell'ombra.
Perchè noi Italiani siamo fatti così.

Premesso che il telecronista dovrebbe limitarsi alla cronaca, cioè riportare i fatti svolti così come sono, a me ha sempre dato molto fastidio lo stile tutto Italiano di commentare gli eventi sportivi. Stendendo un pietoso velo (ma un velo di cemento armato, se possibile) sull'abominio delle telecronache "ufficialmente di parte" proposte da alcuni network, vera e propria negazione del giornalismo sportivo, che le telecronache del Bel Paese siano più nazionaliste dei cinegiornali dell'Istituto Luce è chiaro a tutti. Non esiste evento dove partecipino atleti, macchine o moto italiane, nel quale la sfida venga sempre presentata come una sorta di Armageddon tra il bene e il male. E il male, in quanto tale, userà ogni trucco, ogni artifizio, ogni escamotage per danneggiare il Bene.
Ci sarà sempre un episodio dubbio al quale aggrapparsi, un'azione "da rivedere" per giustificare la sconfitta.

Al contrario, qualora l'arbitro non fischiasse un fallo evidentissimo commesso dagli italiani, la cosa verrà inevitabilmente liquidata con un sorrisino. L'arbitro "l'ha graziato" quasi fosse un intervento divino ancorchè dovuto, perchè meritato.
Il tutto, ovviamente, tranne quando l'Italia è rappresentata dalla Juventus.

Chi non ricorda l'urlo di gioia nelle cabine dello Juventus Stadium alla notizia del goal del Chelsea che, di fatto, complicava le cose per gli uomini di Conte (il quale, giustamente, si alterò un pochettino con i giornalisti esultanti...)?
O chi si è dimenticato il patetico esercizio di mirrorclimbing compiuto da Cerqueti quando, con la sua Roma presa a pallate dalla Juve, si lasciò scappare "intanto però adesso attacchiamo" tentando di correggersi con un improbabile "sì... attacchiamo... di nuovo la telecronaca"?
La Juve non è Italiana. La Juve non è Italia. Fatto salvo, ovviamente, quando i suoi uomini vestono la maglia azzurra.

In questo caso, come già per quel tale la cui salute poteva essere minata dal saltellare dei tifosi, chiunque diventa un fenomeno, un campione a prescindere, può permettersi tutto. Anche di fare come quell'altro che sputava in faccia agli avversari mentre il cronista spergiurava che fosse l'avversario ad essere andato volontariamente contro allo sputo.
La cronaca di Monaco - Juve è solo l'ultimo (in senso cronologico, non certo -ahimè- in senso assoluto) episodio di questo malcostume.
Abbiamo giocato male, è vero. Abbiamo subìto troppo l'iniziativa dei monegaschi.
Ma da qui a richiedere ammonizioni per ogni intervento, o addirittura a supportare velatamente la squadra del Principato, beh, ce ne passa.

Non dico e non dirò mai che voglio una telecronaca faziosamente filojuventina: ricordo che alla carinissima promoter che mi suggeriva l'abbonamento alla Pay-TV così avrei potuto ascoltare il commento "apposta per i tifosi della Juve" risposi se, secondo lei, davo proprio l'impressione di essere così idiota o se invece era una cosa che doveva proporre a tutti.

Vorrei solo e solamente qualcuno che mi riportasse i fatti. Senza tifo, senza opinioni, senza anche neologismi o vezzi strani come le "sciabolate morbide".
Chiedo troppo?



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