Gli incresciosi incidenti nel derby di Torino pone tutto il governo del calcio davanti all’ennesimo episodio non controllato di pura violenza. Ancora una volta il pullman della Juventus viene danneggiato da bande di ultras inferociti ed un ordigno, partito dal settore ospiti occupato dai tifosi bianconeri, esplode all’interno dell’Olimpico in mezzo ai tifosi granata. Una situazione non gestita nel modo dovuto dove le misure di sicurezza adottate si sono dimostrate inadeguate. Qualcuno ne risponderà?
Marotta, nel pre partita ha finalmente sollevato anche il problema mediatico. Queste le sue parole: «
Sicuramente si è trattato di un fatto di grave violenza, deplorevole. Secondo me preventivabile, frutto - permettimi - anche di alcuni editorialisti, di alcuni giornalisti della vostra classe, che spesso usano un linguaggio assolutamente contro di noi, non valutando invece quelli che sono i meriti sportivi. E' normale che poi la conseguenza della gente sia questa. La speranza veramente è che non si arrivi ad un fatto più grave, di cui poi tutti noi dovremmo pentircene. Parlavo di vostra categoria, non parlo di una televisione o di un giornale. Basta leggere un pezzo di stamattina su un autorevole quotidiano sportivo in cui veniamo tacciati di essere dei ladri,, quindi questo la dice lunga su quello che poi è il fatto che si è riproposto alle 13:30».
Situazione questa che nel nostro piccolo denunciamo da anni. L’uso costante di una politica mediatica antijuventina è cosa che accomuna tutta la critica sportiva.
Non ci meravigliamo certamente dell’ennesimo editoriale di Ormezzano zeppo di pura antisportività, quello che ci sorprende è che a pubblicarlo sia la Gazzetta dello Sport. Qui non si tratta di giustificare l’informazione parziale offerta per calciopoli con l’intento di indirizzare l’opinione pubblica verso un teorema precostituito, non si tratta nemmeno di giustificare una sconfitta con la moviola, ma di offrire spazio ad una elucubrazione da tifoso ultrà. Chi avrà convalidato il delirio d’odio, cosa pensava di offrire al lettore?
Questa è la cultura sportiva italiana: quella di chi interviene solo dopo che succedono episodi di violenza votando la punizione esemplare ma che è incapace di prevenirla; quella dei tifosi vip – ultrà, accolti a braccia aperte dai media, che si permettono di sputare sull’avversario anziché essere da esempio per i supporters.
In un generale clima di condanna, notiamo che c’è solo tanta voglia di punire la Juve e la solita ipocrisia istituzionale e mediatica. Permetteteci di dire che questo, al di là di occupare qualche ora di trasmissione e qualche pagina di cronaca sportiva, non risolve il problema della violenza, semmai lo può accentuare.
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