Fatto: il 26 aprile 2015 una bomba carta scoppia tra i tifosi granata durante il derby.
Quando si diffonde la voce che siano stati i tifosi juventini a lanciarla nel settore dei tifosi torinisti: "Siamo di fronte a un
«atto eversivo» dei soliti CRIMINALI juventini che in un tentativo di omicidio hanno seriamente ferito undici tifosi granata due dei quali ricoverati in gravi condizioni".
Quando si fa strada l'ipotesi che l'ordigno possa essere stato confezionato dagli stessi tifosi del Toro (da scagliare verso gli juventini quale superiore atto di giustizia purificatrice?): "Si tratta di un
«petardone» maldestramente confezionato da ragazzi non avvezzi a questi gesti, nove dei quali (non più undici) sono rimasti storditi dal botto e tra loro due sono stati ricoverati per aver respirato del fumo".
E se come in queste ore si sovrappone di nuovo la prima ipotesi e pur non chiarendosi le responsabilità: "I fatti del derby tornano a rappresentare quella violenza che sono
gesti feroci da condannare in tutte le forme. Bisogna dare un segnale forte (agli juventini e alla Juventus) e spingere, auspicare, chiedere, dare per certo la chiusura ameno di una curva bianconera. E non dimentichiamoci che ci sono pur sempre una dozzina di feriti alcuni dei quali se la sono vista davvero brutta".
E la sapete quella dell'autista del pullman della Juventus che sfreccia pericolosamente in mezzo a pacifici tifosi dell'altra squadra? Secondo fonti autorevoli (così si dice quando la fonte non c'è) il conducente è stato sottoposto al test dell'etilometro.
E non facciamo bene a definirli
settantottini?
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