Abbiamo capito da tempo che la giustizia sportiva del calcio nostrano è una barzelletta permanente, ma Tosel e compagni non si stancano mai di darcene conferma.
Da domenica non si fa che parlare di quanto accaduto prima e soprattutto durante il
derby di Torino: l'ennesimo
assalto al pullman juventino non è passato sotto silenzio solo perché una volta tanto la società bianconera, per mezzo di Marotta, ha alzato la voce davanti alle telecamere, per poi essere quasi dimenticato in seguito allo
scoppio di un petardo ad alto potenziale (indicato dai mass-media come "bomba carta" o "petardone", dipendentemente dall'ipotesi che fosse stato lanciato dai supporter juventini o che fosse scoppiato accidentalmente tra le mani di quelli granata).
A quattro giorni di distanza, per noi comuni mortali è oggettivamente
difficile capire qualcosa della dinamica dell'accaduto, ma tutti i mass-media, dopo qualche perplessità iniziale, ci hanno assicurato che la polizia abbia visionato video da cui si evince che
presumibilmente gli autori del misfatto siano tifosi juventini. Prendiamo la ricostruzione per buona,
auspicandoci che prima o poi vengano diffuse anche al popolo queste immagini (se non altro per allontanare cattivi pensieri e concentriamoci sulle decisioni di Tosel e dei suoi colleghi o simili.
Per non correre rischi, l'Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive ha
bloccato la vendita di biglietti del settore ospiti per la prossima partita Samp-Juve, ancora prima che dagli inquirenti giungessero informazioni sul risultato delle indagini, affrettandosi ad evidenziare che quel provvedimento non era dovuto alla bomba carta, ma ad "altri fatti" (forse il lancio di fumogeni?). In un
mondo perfetto, questa intransigenza meriterebbe applausi. Peccato solo che la stupida pratica di "rimbalzarsi" fumogeni tra settori avversari sia quasi una prassi, soprattutto quando ci sono di mezzo certe tifoserie dedite allo smantellamento dei bagni altrui. E allora perché bastonare una volta ogni morte di papa qualcuno e lasciare impuniti tutti gli altri? Si dirà:
"meglio qualcuno che nessuno". Può anche essere, ma se in un comune di pessimi guidatori un vigile riempie di multe solo una persona lasciando in pace quasi tutti gli altri, viene il sospetto che si tratti di una questione personale, più che di qualche dimenticanza.
Nel frattempo, si è giunti anche alle conclusioni delle indagini, con la polizia che, smentendo una prima ricostruzione del PM, ha confermato che il lancio della bomba carta è stato effettuato
credibilmente (che con una mossa di prestigio si trasforma per Tosel in "sicuramente") da parte dei tifosi bianconeri, consentendo quindi alla giustizia sportiva di fare il suo corso. La decisione, proprio alla vigilia della festa scudetto della Juve, è quella di
chiudere la curva Sud per le prossime due gare interne, vale a dire fino al termine del campionato. Punizione esemplare, se si considera che
qualche tempo fa una società di serie A fu punita con la sola ammenda di 50.000 euro, che ovviamente non è stata risparmiata neppure a Juve e Toro, per il lancio da parte dei suoi tifosi di ben cinque petardi ad alto potenziale tra i tifosi avversari (che, ironia della sorte, erano juventini). E per la questione pullman? Niente. È rimasta valida solo la prima decisione dell'Osservatorio, per cui
nella prossima gara interna del Torino (contro l'Empoli) potranno accedere allo stadio solo gli abbonati, senza che Tosel aggiungesse nulla, dal momento che per lui via Filadelfia evidentemente è a migliaia di chilometri dallo stadio Olimpico.
Sarebbe interessante capire quali menti contorte abbiano potuto partorire un simile aborto di provvedimento. Da un lato, sempre a voler seguire la ricostruzione incerta della polizia,
a causa di un paio di sfigati (scusate il termine) juventini, facilmente individuabili, saranno danneggiate migliaia di persone che non erano neppure sul luogo del misfatto. C'è da chiedersi, oltre alla razionalità di questa decisione, anche che fondamenti di costituzionalità possa avere. D'altro canto, ci sarà la garanzia praticamente certa che
tanti sfigati granata che hanno tirato oggetti contro il pullman juventino saranno liberi di accedere all'Olimpico senza problemi (a meno che non si voglia credere che tutte le persone immortalate in quel bel quadretto non fossero munite di biglietto anziché di abbonamento).
Il
problema della sicurezza negli stadi è una cosa seria e qualsiasi tifoso sano di mente lo ha a cuore. Quando c'è di mezzo la salute delle persone, spesso bambini, che vorrebbero solo trascorrere un paio di ore assistendo alla partita della squadra che amano,
non ci si dovrebbe dividere per colori delle maglie o delle sciarpe: personalmente, mi dà più fastidio il tifoso imbecille della mia squadra che quello altrettanto imbecille degli avversari. E i motivi sono due. Primo: non voglio essere confuso con un imbecille. Secondo: non voglio che la Juve sia indicata come una squadra supportata da imbecilli. Quindi,
non difenderò mai uno juventino che lancia bombe carta, che distrugge bagni, che picchia altri tifosi. Quei tifosi non li voglio nel mio stadio e, come me, non li vuole nessun altro tifoso juventino sano di mente. Ma qualcuno mi spiega
perché si debba impedire a migliaia di persone tranquille e corrette di festeggiare la loro squadra, anziché perseguire i criminali? È come se, dal momento che in un supermercato avvengono taccheggi, si arrestassero indistintamente tutti i clienti degli ultimi tre mesi (anzi, anche peggio, visto che non è neppure detto che chi ha lanciato la bomba carta sia un frequentatore dello Juventus Stadium). Assistendo a questa sentenza allucinante,
non è forse lecito pensare che, anziché cercare di arginare il problema della violenza, non si faccia altro che assecondare per l'ennesima volta quel "sentimento popolare" alimentato da chi un giorno pubblica articoli inneggianti all'odio e il giorno dopo si erge a giudice di moralità?La nostra pagina facebook
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