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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di S. BIANCHI del 04/05/2015 09:14:30
Juve - Real: quanta Storia del Calcio!

 

Tutti hanno detto e scritto del sorteggio che ci vede di fronte al Real Madrid. Riassumo le opinioni prevalenti con un paragone che ho già espresso nel forum: dovendo scegliere chi sfidare tra Bayern, Barcellona e Real Madrid, è come scegliere se essere giustiziati con la sedia elettrica, la fucilazione o l’impiccagione. Io preferisco l’ultima: la corda potrebbe anche essere … sfilacciata.

Ma veniamo al sodo. La prima sfida ufficiale tra le due squadre avviene nei quarti di finale della Coppa dei Campioni 1961/62. La Juve affrontava la squadra che si era aggiudicata tutte e cinque le precedenti edizioni della coppa e l’andata di Torino non faceva presagire nulla di buono per l’esito finale della sfida: dopo una partita bella ed equilibrata, Di Stefano siglava l’uno a zero per la vittoria dei Blancos. Ma una grande Juventus restituiva l’uno a zero che significava la prima sconfitta internazionale in casa per quello stellare Real Madrid. Vale la pena di ricordare quella formazione bianconera: Anzolin, Sarti, Garzena; Charles, Bercellino, Leoncini; Mora, Mazzia, Nicolé, Sivori, Stacchini. La rete di Sivori portò le squadre alla bella di Parigi, in campo neutro. Di neutro, però, quella sera ci fu solo il campo: un arbitraggio indecente concesse ai madrileni di mettere fuori uso Charles, Sivori e Stacchini e quindi di aggiudicarsi il passaggio del turno. Nonostante tutto, Sivori riesce a pareggiare la rete dei madrileni, prima che la squadra di Parola subisca il tre a uno finale.

Il secondo capitolo della saga è agli ottavi di Coppa Campioni 1986/87. Non c’erano più i Gento, i Puskas e i Di Stefano della sfida precedente, ma il Real era ancora grandissimo per la presenza, tra gli altri, di Butragueňo, Sanchez e Michel. La Juve, agli ordini di Rino Marchesi non ha gli infortunati Scirea e Serena, e per di più ha Platini e Laudrup un po’ acciaccati. Nonostante questo, al gol del Buitre, la Juventus riuscì a opporre un gol di testa di Manfredonia, annullato misteriosamente dall'arbitro Valentine. Il ritorno vedeva ancora la nostra squadra in formazione rimaneggiata, ma un gran gol di Cabrini all'ottavo del primo tempo pareggiava i conti: il nostro secondo gol, pur meritato, non arrivò nemmeno nei tempi supplementari. Ai rigori, nonostante la parata iniziale di Tacconi su Sanchez, l’unica segnatura di Vignola fissò il risultato finale sul tre a due per le Merengues, che passarono il turno.

Nella stagione 2005/06, al terzo assalto, nei quarti della coppa ormai divenuta Champions League, finalmente superiamo il Real Madrid. La partita di andata, in Spagna, non lascia prevedere grandi cose: giocata sottotono e privi di Vialli, subiamo l’uno a zero di Raul. La nostra metamorfosi del ritorno mette alle corde il Real Madrid. Menomati da squalifiche e infortuni (Sousa, Carrera, Ravanelli e Ciro Ferrar), nonostante un arbitraggio che mantiene la tradizione filomadrilena, l’undici messo in campo da Lippi mette sotto gli avversari, asfissiati da un costante pressing e mai in partita, come confermato dall’inoperosità di Peruzzi. Vale la pena di ricordare il nostro inedito 4-3-3: Peruzzi, Torricelli, Porrini, Vierchowood, Pessotto; Conte, Deschamps, Jugovic (Di Livio); Padovano (Lombardo), Vialli, Del Piero (Marocchi).

Quarto capitolo, ancora nel segno delle Merengues. Stavolta è in gara secca, siamo ad Amsterdam ed è la finale di Champions 1997/98. E’ vero che giochiamo un po’ bloccati e che stavolta, fino al 67° minuto, non abbiamo da lamentarci dell’uomo in giacca nera: ma quando il signor nessuno di turno, tale Mijatovic, calcia la palla dentro la nostra porta, è in posizione di netto fuorigioco. Netto per tutti, meno che per l’arbitro. Ricordatelo nelle vostre preghiere: il suo nome è Hellmut Krug.

Champions 2002/03, semifinali. All’andata il Real Madrid ci domina per lunghi tratti, ma s’impone col rimediabile risultato di due a uno, per le reti di Ronaldo, Trezeguet e Roberto Carlos. Al ritorno tutt’altra musica: stavolta i galattici siamo noi e dominiamo la partita per novanta minuti. Trezeguet, Del Piero e Nedved portano il risultato sul tre a zero. E’ anche per il rigore che Buffon para a Figo sul due a zero, che il gol della bandiera di Zidane, nel finale, non rovina la festa al Delle Alpi. Quei lacrimoni che mi colavano sul viso (e non solo sul mio) erano per la commozione di aver visto la Juventus giocare la partita perfetta contro un temibile avversario. Lacrime di delusione, invece, quelle di Nedved, che ammonito per fallo su McManaman, perderà la finale di Manchester E la Juve con lui.

Champions 2004/05, ottavi di finale. La Juventus supera il Real, nonostante l’uno a zero subito al Bernabeu (Heguera), ribaltato al ritorno dal due a zero di Trezeguet e dal missile di Zalayeta, nel secondo tempo supplementare.

Festeggiamo il ritorno in Europa dopo calciopoli con la doppia vittoria sul Real Madrid nel Girone H della Champions 2008/2009: due a uno al Delle Alpi (Del Piero, Amauri, Van Nistelrooy) e, soprattutto, due a zero a Madrid, con la doppietta di Del Piero e la standing ovation del Bernabeu al nostro capitano.

L’ultima puntata di questa grande sfida, che dura da oltre mezzo secolo, risale alle gare del Girone B della Champions 2013/14. Nel due a uno rimediato a Madrid (doppio Cristiano Ronaldo, il secondo su rigore, Llorente per il temporaneo pareggio) si vede una piccola Juve e un grande Real, Juventus aiutata a restare piccola da un grande giocatore, Ronaldo, che è anche un gran furbone, tanto da guadagnarsi un rigore dubbio e da far espellere Chiellini, massimizzando un buffetto alla stregua di un colpo di 44 Magnum. La generosa prestazione nel ritorno non ci fa andare oltre il due a due (Vidal, su rigore, Ronaldo, Bale, Llorente).

Insomma sedici partite ufficiali disputate in Europa tra le due squadre (cinque in Coppa dei Campion e undici da quando esiste la Champions League) che ci hanno visto prevalere quattro volte e soccombere altrettante: ma mentre poco recriminiamo sull’esito dell’ultimo doppio confronto, ancora ci brucia quella sfida con la coppa lasciata ad Amsterdam. Loro sono i Galacticos, noi solo la Juventus e abbiamo spesso giocato con loro contro i favori del pronostico, anche se spesso siamo riusciti a prevalere. “Audentes fortuna juvat” scriveva Virgilio: speriamo lo dica anche Allegri ai suoi, prima di scendere in campo.

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