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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di S. BIANCHI del 08/05/2015 15:44:11
Zeman, il migliore degli allenatori virtuali

 

Domani allo Stadium sarà ospite il Cagliari per un incrocio che negli ultimi anni per Madama ha avuto spesso il sapore dello scudetto, e infatti sarà la prima partita di questo campionato nella quale la Juventus potrà festeggiare il titolo matematicamente conquistato a Genova. Purtroppo sulla panchina dei sardi non ci sarà Zdenek Zeman, un personaggio che sarebbe stato laddove si conviene, non tanto per la sua abitudine alle vittorie, ma per vedersi esibire ancora una volta la superiorità bianconera e rimanere col fumo delle proprie sigarette. Il maestro purtroppo non ci sarà perché per evitare il doppio esonero stagionale si è preventivamente dimesso qualche settimana fa (e il Cagliari "stranamente" ha riacceso la fiammella della salvezza...).

Il 12 aprile del 2014, su GLMDJ, appariva a mia firma: “Zeman, Mister Esonero” (Link). Un anno è lungo, e visti gli ultimi avvenimenti, urge aggiornare il curriculum di quest’uomo senza colpa. Nel senso che la colpa di quel che succede non è mai sua: anche stavolta, infatti, alla base della propria scelta, la delusione “derivante dall’atteggiamento dei giocatori, con i quali nelle ultime settimane era diventato impossibile lavorare a causa della loro scarsa disponibilità sul campo di allenamento”.

Ma vediamo, nell’articolo di un anno fa, il curriculum professionale del nipote di Vycpalek, aggiornato a trent’anni di professione. “Nell’1983 conquista la promozione in C1 col Licata, resta in C1 col Foggia per poi passare al Parma in Serie B, dove viene esonerato. Va al Messina, e nel 1989 va al Foggia, in serie B, dove conquista la serie A che disputa per tre anni, ma sguazzando nei bassifondi della classifica. Dal 1994 è alla Lazio, con un secondo posto in campionato (dietro la Juve di Lippi), il terzo posto dell’anno seguente e l’esonero nel corso del terzo anno. Nel 1997 cambia maglia senza cambiare città: due anni con un quarto e un quinto posto che gli valgono la non conferma per la stagione seguente. Nel 1999 va al Fenerbahce, ma si dimette dopo tre mesi (“Lascio perché non sono riuscito a ottenere i successi desiderati. I giocatori non sono all'altezza, la stampa è durissima con me”). Nel 2000 è in Serie A al Napoli, dove è presto licenziato, visto che conquista solo due punti su diciotto. L’anno seguente è alla Salernitana in serie B, con un nuovo esonero; nel 2003, ancora in serie B ad Avellino, con retrocessione e non riconferma. Torna in Serie A nel 2004 sulla panchina del Lecce: salvezza raggiunta ma mancata conferma; a Brescia in Serie B, nel 2006, senza infamia e senza lode, poi il ritorno a Lecce, sempre in serie B, ma non gli fanno mangiare il panettone perché lo esonerano alla vigilia di Natale. Nel 2008 va alla Stella Rossa, ma è esonerato, visto il percorso fallimentare in campionato e in coppa. Nel 2010 torna a Foggia, ma a fine annata abbandona perché “deluso dai risultati conseguiti”. L’anno dopo, a Pescara, conquista la promozione in Serie A, ma ritenendosi sottovalutato, lascia i biancazzurri per la Roma, dov’è esonerato già a febbraio”.

Ma ecco l’aggiornamento: il 2 luglio 2014 diventa il nuovo allenatore del Cagliari del neoproprietario Giulini, ma è esonerato dopo sedici partite, con dodici punti e col terzultimo posto in classifica, dopo il tre a uno casalingo subito dalla Juve. Sostituito da Zola, torna sulla panchina del Cagliari dopo una decina di partite, col Cagliari a quattro punti dal quart’ultimo posto, tranne dimettersi nuovamente dopo poche gare.

E’ un po’ difficile star dietro a Zeman (oops, scusate la battuta involontaria): in effetti, dietro a Zeman, in classifica c’è solo il Parma, che senza penalizzazioni sarebbe solo un punto dietro ai rossoblù. Dicevo che è difficile stare dietro a Zeman, ma aggiornando i suoi risultati trentadue anni di professione si arriva a venti panchine diverse (contando anche i ritorni) con le vittorie di un campionato di C2, due di Serie B, dieci esoneri, tre non riconferme e tre dimissioni”. Risultati abbastanza fallimentari, per un Maestro di calcio e di vita come lui.

Mi viene il sospetto che Moggi capisse di calcio, quando dichiarò alla Rosea che gli esoneri di Zeman avvengono "perché non sa allenare, è lento e impacciato nel parlare e i giocatori non lo capiscono". Per queste frasi fu querelato alla Procura di Milano, ma fu prosciolto, perché “il fatto non costituisce reato" (Assolto Moggi: “Non diffamò Zeman”, ANSA.it, 7 novembre 2012). Da questo si deduce che, ancora una volta, Moggi aveva ragione. Come diceva il motto dell’ex organo del PCUS: Прост как правда (semplice, come la verità).

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