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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di E. LOFFREDO del 12/05/2015 15:47:02
"Facciamo quel che ci pare!"

 

Parma-Napoli sta assumendo i contorni della tragicommedia all'italiana. Domenica sera Donadoni e Mirante hanno lanciato accuse pesantissime e circostanziate a giocatori e dirigenti dei partenopei. I virgolettati riportati dalle varie redazioni dall'ANSA in giù sfumano in qualche differenza testuale, ma il significato è stato chiaro: Higuain, altri giocatori e qualche dirigente durante e dopo la partita avrebbero chiesto, o hanno fatto capire che si sarebbero aspettati, un certo disimpegno dei ducali. "Tanto ormai siete in serie B...". Il che ha fatto dire al tecnico gialloblu che la cosa, soprattutto per il coinvolgimento dirigenziale, «è una vera schifezza».

Lanciato il macigno nel sasso ci saremmo aspettati un'immediata presa di distanza della società partenopea, la quale però solo dopo due ore ha tweettato qualcosa a propria discolpa: "i giocatori in campo si lamentavano per le perdite di tempo". Poi, stante il silenzio stampa in cui da qualche tempo s'è chiusa, la squadra di De Laurentiis ha fatto trapelare un altro pensiero: "Donadoni faccia i nomi".

Un primo nome Mirante e Donadoni lo hanno fatto: Higuain. Hanno indicato anche persona non specificata, ma individuabile: un dirigente al seguito della squadra. Quanti dirigenti il Napoli manda in trasferta con la squadra?

Il fatto, tragicomico e grave allo stesso tempo, è che sia Donadoni che Mirante appena resisi conto della gravità di quanto sollevato hanno cominciare a minimizzare. Non è difficile immaginare che nella conferenza stampa annunciata per domani dal parte del portiere parmense si arrivi alla piena ritrattazione.

Dopo le accuse di domenica Mirante lunedì afferma: «In conferenza stampa spiegherò il mio punto di vista. L'unica cose che dico è che queste cose riguardano solo il campo e in campo devono finire» e sullo scontro quasi fisico con l'attaccante argentino ha aggiunto: «In questo momento preferisco non intervenire pubblicamente. Mercoledì prossimo terrò una conferenza stampa nel corso della quale spiegherò cosa è successo al termine della partita con il Napoli e renderò noto il mio punto di vista». Non lo aveva già fatto a caldo?

Sulla stessa lunghezza d'onda Donadoni: «Se la Procura Federale aprisse un caso sugli episodi di questa partita mi sembrerebbe un'assurdità, vorrebbe dire aggiungere sciocchezze su sciocchezze». Ma non era una schifezza? Non era un gesto di arroganza verso il povero Parma che nonostante la situazionne societaria scende in campo per onorare il campionato? Non era la mortificazione della dignità di giocatori che seppur senza stipendio si allenano, giocano e si impegnano? Ecco la tragicommedia servita nel giro di meno di ventiquattro ore.

E no cari Donadoni e Mirante, adesso avete parlato e ne accettate le conseguenze. E se vi rimane un afflato di quella dignità che avete voluto sventolare domenica sera allora dovete andare davanti alla giustizia sportiva e dire la verità. Se la verità sarà quella di domenica, insieme al coraggio avrete conservato la dignità personale e professionale. Se invece sarà diversa da quella raccontata al Tardini, allora vorrà dire che la dignità o non ce l'avete avuta prima accusando degli innocenti, speculando biecamente sui sentimenti di simpatia che la gente ha per la vostra situazione societaria (dando per scontato che questa vi dà un'aurea di verità che non possedete), o non ce l'avete dopo, quando proprio per un omertoso e poco etico codice in vigore nel calcio ritrattate per non andare incontro a “conseguenze trasversali” facilmente immaginabili.

Dopotutto aver voluto salvare artificiosamente il Parma rende possibile anche che chi in un primo momento ha accusato debba poi ricordarsi che c'è da essere grati a tutta la serie A se continuano a scendere in campo. E la violazione di quel codice di omertà comporta poi difficoltà per la carriera: in quale spogliatoio sarebbero ben accetti gli “infami” che portano davanti alle telecamere le cose che riguardano solo il campo e in campo devono finire?

Quindi fuori la verità! Se da parte azzurra hanno effettivamente chiesto di aggiustare la partita allora siano puniti pesantemente Higuain, il dirigente e il Napoli per responsabilità oggettiva. Se invece Donadoni e Mirante si sono inventati tutto allora siano questi a subirne le giuste e pesanti conseguenze. Ma probabilmente una comoda ritrattazione dei due ducali garantirà il più classico del "tarallucci e vino".

Oggi il giudice sportivo ha sanzionato Benitez e Higuain per un paio di insulti proferiti nel dopo-partita, non ha quindi giudicato sulle accuse lanciate da parte dei parmensi. Agli sportivi non può infatti bastare che il tutto si risolva con queste piccole sanzioni. In un movimento sano non sarebbe ammissibile infatti che i diretti protagonisti decidano che la procura federale faccia meglio a desistere "capisci a me...". Il rispetto delle regole dove va a finire? A questo punto o si processano gli uni per tentata combine (illecito sportivo, art. 7 del Codice di giustizia sportiva) o gli altri per le false accuse (slealtà sportiva, art. 1bis CGS), tertium non datur. Certi interventi da guappi di quartiere che "consigliano" le autorità di "lasciar stare, son ragazzi non è successo niente" sono inaccettabili. In tutto questo tifosi e sportivi italiani chi sono, quelli che devono foraggiare il movimento (biglietti, abbonamenti TV, ...) e poi devono farsi i cazzi loro?!

A proposito, Tavecchio e Malagò non hanno niente da dire? Che fine hanno fatto? Si indignano per la rivendicazione degli scudetti da parte della Juve e lasciano passare in cavalleria una cosa di questa gravità? Il presidente della Federcalcio e il garante di tutto lo sport italiano sembrano due personaggi che fino a ieri mangiavano banane, poi arrivano qua e diventano titolari di importanti poltrone sportive...

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