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Attualità di N. REDAZIONE del 15/05/2015 09:32:23
Stadi, la sicurezza non interessa

 

E’ stato un argomento dal forte impatto mediatico quello degli incidenti del derby di Torino, tanto che ancora oggi troviamo l’eco della notizia in quasi tutti i giornali sportivi.

Il Tribunale del riesame ha deciso che due dei tifosi juventini fermati per gli scontri allo stadio in occasione del derby del 26 aprile scorso, rimarranno agli arresti domiciliari. Per altri due tifosi, uno juventino e uno torinista, è stato disposto l'obbligo di presentazione alle Forze dell'ordine 15 minuti prima e alla fine delle partite della propria squadra. Agenzie di stampa evidenziano che il pm Padalino, ricordando l’esempio l’Inglese, ha voluto fortemente il mantenimento delle misure cautelative.

Come spesso accade in Italia, le intenzioni sono buone, proprio come in questo caso: hai trovato grazie ai video delle telecamere di sicurezza chi ha tirato le bombe carta in mezzo ai tifosi, li incrimini per il reato commesso e li fai  condannare a qualche anno di carcere. Peccato che poi la realtà sia diversa: dai video delle telecamere non si riesce ad identificare chi ha tirato la bomba carta.

Questo è uno dei mali italiani: sul sito della FIGC c'è la guida UEFA per gli stadi di qualità. Negli stadi di livello europeo ci sono impianti di telecamere ad alta risoluzione che permette di vedere anche i dettagli, da noi non ci sono e non è difficile immaginare il perché: i presidenti e/o gli enti proprietari non vogliono spendere per adeguare gli strumenti di prevenzione e contrasto. La sicurezza ha un costo economico che nessuno vuole accollarsi e il conto si paga altrove.

Peccato che poi i media, nella foga di scrivere il rapportino a comando, non provino nemmeno a fare ai responsabili della sicurezza, delle domande costruttive tese ad evidenziare che parlare per dare fiato alla bocca serve a poco.

Al Presidente Cairo, che magari ha usato il momento per raccogliere qualche consenso tra i propri tifosi, potevano chiedere il perché non ha provveduto ad installare un impianto adeguato nello stadio dove gioca la sua squadra, o al pm Padalino il perché non sollecita il Coni e la Figc a pretendere strumenti all’avanguardia all’interno degli stadi.

Cercare la bagarre mediatica, soprattutto quando coinvolge chi ti da visibilità, non garantisce la risoluzione del problema.

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