Accanto all’ennesima indagine relativa alla piaga delle partite truccate, la notizia – o, meglio, la non notizia- dei giorni scorsi è stata sicuramente la perquisizione da parte della guardia di finanza nelle sedi di Sky, Mediaset, Lega calcio e Infront in relazione a presunti accordi lesivi della concorrenza in occasione dell’assegnazione, la scorsa estate, dei diritti di trasmissione televisiva delle partite di calcio della serie a.
La vicenda, credo, è da tempo nota a tutti: recentemente scottata dall’aver perso i diritti sulla Champions League per il triennio 2015-18 ai danni di Mediaset, Sky aveva deciso di far “saltare il banco” e si era aggiudicata, in base alle regole del bando di gara, i diritti per le partite delle 8 maggiori squadre sia per il satellite sia per il digitate terrestre, lasciando di fatto Mediaset con un pugno di mosche in mano.
Questo risultato, assolutamente inatteso, aveva ovviamente scatenato le ire della società di Cologno Monzese e dato il la ad una serie di pressioni (Lazio, Milan e Infront in testa), minacce di azioni legali e diffide formali (da parte di Sky) poi sfociate con la decisione, da parte della lega calcio, di risuddividere i vari pacchetti confermando per Sky l’esclusiva totale per il satellite, e per Mediaset quella relativa alle 8 squadre principali per il digitale terrestre.
Ora, a distanza di mesi, e a quanto pare solo perché nel febbraio scorso fu pubblicata una intercettazione di Lotito in cui, tra le altre cose, si vantava di “aver fatto parlare Sky e Mediaset e portato 1,2 miliardi di euro alla serie A”, l’Antitrust ipotizza (sic!) che ci sia stato un accordo tra le parti che “ha avuto l ‘effetto di escludere possibili nuovi concorrenti nel mercato” (così recita il documento dell’antitrust, che cita l’offerta, peraltro inferiore alla base d’asta, di Eurosport per il pacchetto delle partite “minori”).
Non fossimo in Italia ci sarebbe solo da mettersi a ridere, ma visto che in Italia in effetti siamo, viene spontaneo chiedersi:
perché questa indagine? Perché tanto clamore per farci sapere che l’acqua bagna e il fuoco brucia? Risposte, chiaramente, non ne ho: posso solo provare ad allargare l’orizzonte di tutta la faccenda per provare a vederla nel suo insieme.
E allora mi viene in mente che, posto che Sky e Mediaset, a quanto si legge, rischiano al più una multa che farà loro il solletico, forse che il
reale obiettivo dell’indagine possano essere piuttosto la Lega calcio e Infront. Che poi, a ben guardare, sono di fatto ormai quasi la stessa cosa: oltre ad essere advisor della Lega proprio per la vendita dei diritti TV, Infront gestisce infatti direttamente il marketing e le sponsorizzazioni di quasi tutte le squadre di serie A, casualmente proprio le stesse che appoggiano il presidente in carica Beretta e i suoi sostenitori principali, Lotito e Galliani.
E ripenso al fatto che gli unici reali antagonisti a questo grumo di potere siano, al momento, Juventus e Roma: le quali, casualmente, nel marzo scorso rescissero contemporaneamente l’unico contratto che ancora li legava a Infront, per la gestione dei diritti d’archivio; una questione talmente marginale da non poter non essere considerata come
una decisione più politica che economica. Mi ricordo delle stucchevoli polemiche sul presunto fuorigioco di Tevez nell’ultimo Juve-Milan, sfociate in infiniti sfottò a Galliani per la storia delle presunte linee “non parallele” alla moviola, con tanto di risposta ufficiale sul sito da parte della Juventus che stupì i più: solo che, a non fermarsi a guardare il dito ma cercando la luna,
la querelle non era certo sul fuorigioco in sé, ma sulla gestione della regia televisiva delle partite, che qualcuno in lega vorrebbe affidare, a differenza di ciò che avviene oggi, ad un unico soggetto. Provate ad immaginare quale.
Addirittura, mi sovviene il fatto che la Juventus abbia deciso di gestire in prima persona lo sviluppo del proprio merchandising, rinunciando ai 6 milioni annui minimi che il contratto con Adidas le garantiva per questo.
D’altro canto, leggo anche che da più parti si cominci a vociferare che, dopo aver piazzato il colpaccio, in realtà Mediaset potrebbe non essere in grado di coprire l’investimento fatto per assicurarsi la Champions, e che potrebbe doversi mettere d’accordo con Sky; non solo, a quanto pare da mesi le due emittenti stanno discutendo per trovare il modo di confluire in una sola entità che diventi di fatto monopolista della pay-tv in Italia.
A me sembra che qualcosa si stia muovendo. In che direzione? Lo vedremo
La nostra pagina facebook
La nostra pagina twitter
Commenta con noi sul nostro forum!
