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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 25/05/2015 08:16:19
La scommessa del calcioscommesse

 

Last Bet e Dirty Soccer sono i nomi che identificano le ultime inchieste sul calcioscommesse. La prima è quella che da anni occupa spazio mediatico attraverso le dichiarazioni del PM di Martino che ha interessato anche club di serie A e giocatori di spicco; la seconda è la new entry esplosa martedì 19 maggio che coinvolge (ad oggi) la lega Pro e la serie D.

Non sorprende proprio nessuno che la criminalità organizzata per riciclare capitali illeciti scelga di farlo anche attraverso il calcio italiano e soprattutto nelle categorie inferiori. Un affare facile che garantisce guadagni sicuri all’interno di un sistema dove i controlli, stando a quanto emerso, non sono minimamente sufficienti a garantire un valido sistema di protezione. I numeri dell’inchiesta Dirty Soccer, ad oggi, parlano in modo chiaro: 28 le partite sospette, 53 gli arresti e 33 sono le squadre coinvolte.

Qualche interrogativo dovrebbe invece farlo sorgere quegli esposti della Federbet con i quali si segnalavano flussi anomali che così erano riassunti: “al di fuori di ogni ragionevole dubbio, non hanno più nessun legame con la valutazione probabilistica dell’evento”. Ricordiamo a tal proposito quello sulla Pro Patria del 24.02.2015 presentato a Busto Arsizio, in provincia di Varese. Macalli con una nota aveva respinto “con fermezza ogni presunta illazione sulla regolarità del campionato” , dichiarando che “Noi siamo all’avanguardia nella lotta al calcioscommesse. Le accuse di possibili combine mi sembrano solo chiacchiere” . La Federbet aveva inviato una segnalazione alla Figc che a sua volta aveva comunicato di aver aperto un’inchiesta di cui si sono perse le tracce. Per la cronaca, le partite della Pro Patria sono finite nell’inchiesta e sembra essere una delle squadre più coinvolte.

Il Presidente della Lega Pro, vicepresidente della Figc e grande elettore di Tavecchio, è Mario Macalli e occupa quella poltrona da 18 anni. sotto inchiesta per il caso Pergocrema e sfiduciato dalla gran parte dei club della sua Lega, rimane ancorato al suo ruolo e ai suoi privilegi.
La Lega Pro vive da mesi una crisi profonda. Macalli squalificato in primo grado per sei mesi, ha mantenuto la carica evitando la decadenza per un giorno (il solito cavillo salva poltrone). In appello la squalifica è stata ulteriormente ridotta a quattro mesi, conservando così altri sessanta giorni di bonus che tornerebbero utili in caso di ulteriori "gaffes" istituzionali.
A ciò si aggiunga che attualmente sono più di 30 (su 60) i club che lo sfiduciano e che si oppongono, contestandole, alle linee guida scelte per la prossima stagione.

Mi sembra elementare che fin quando si è occupati a salvaguardare la propria poltrona barcamenandosi dalle accuse che arrivano da ogni dove, è molto difficile poter lavorare. Ancor più oggi nella situazione dove alla crisi economica si aggiunge quella politica. Non è ancora chiaro il perché un Presidente che, allo stato dei fatti ha fallito il suo lavoro, sfiduciato e con beghe legali debba ancora occupare la carica di presidente della Lega Pro. Si intuisce per un appoggio politico a Tavecchio che rischia invece di essere una zavorra per tutto il calcio dilettante.

La cosa assurda e che rende l’idea dell’incompetenza generale delle istituzioni sportive è che nel mentre si indagava a Cremona, In Italia si continuava a scommettere in modo illegale e senza nessuna remora. Non dimentichiamoci che tra le società coinvolte sembra esserci la Salernitana di Lotito e la Vigor Lamezia il cui presidente è consigliere di Lega per volontà dello stesso Macalli. E’ legittimo pensare che forse queste non siano più figure di garanzia, tanto meno a risollevarci in questo momento di crisi?



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