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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di F. FILIPPIN del 25/05/2015 13:34:20
I successi attuali non cancellano il passato

 

Campioni d'Italia per la quarta volta consecutiva, vincitori della decima Coppa Italia, in finale di Champions League.
Scudetto praticamente vinto con vantaggio abissale da almeno 5 mesi (sempre che sia mai stato in discussione), dopo aver cambiato allenatore a ritiro in corso, scegliendo un tecnico reduce da un esonero.
Ultime due partite vinte in pantofole contro squadre che si giocavano la stagione, mandando in campo quasi solo riserve.
Tutti i migliori giovani già acquistati o, comunque, controllati (Rugani, Dybala, Berardi, Coman) e magari dal prossimo anno con un Khedira in più per “fare numero”.
L'unico stadio di livello europeo in Italia e di proprietà, che sarà così ancora per molto (Udine a parte dal 2016), visto che le “grandi” rivali presentano periodicamente progetti faraonici che però vanno più indietro che avanti.
Fatturato che cresce ogni anno, a confronto con la situazione di stallo (e di debito) del calcio italiano.
Concorrenti che al di là delle mirabolanti dichiarazioni di facciata di inizio anno, si sciolgono stagione dopo stagione come neve al sole.

Cosa è rimasto agli altri? Solo le gufate sulla finale o sulle cessioni di tutti i nostri big (Tevez, Pogba, Vidal, Llorente, Pirlo, ecc ecc.), o pagine di fantacquisti miliardari di campioni da pagare con cambiali pluriennali.

Ci sarebbe da stare tranquilli e rilassati almeno per un triennio e, invece, è proprio questo il momento di non abbassare la guardia.
Qualcuno, inebriato dai successi attuali, si sta scordando il passato e quello che è successo, quello che ci è stato fatto e quello che c'è ancora da fare, perchè anche vincendo i prossimi campionati e le prossime coppe, fino a quando quanto ci è stato scippato non sarà tornato a casa, ci sarà ancora un vuoto da colmare.
E perchè quelli che sono stati i principali artefici e mandanti sono ancora al loro posto, magari pronti ad un nuovo sgambetto, perchè la Juve non deve vincere sempre e non deve vincere troppo, per non risultare “antipatica” e per non togliere interesse al movimento, a cui non può restare ancora una volta solo la lotta per l'inutile secondo posto.

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