A pochi giorni di distanza dal derby romano più importante degli ultimi dieci anni o forse più (in fondo sono affari loro...), tralasciando ogni disquisizione sulla ormai cronica questione (in)sicurezza di questa partita (ogni volta che si gioca si rischia il morto e come “sanzione” unica si decide di giocare i prossimi alle ore 12, come se le coltellate all'ora di pranzo facessero meno male), mi rimane ancora una perplessità a rivedere le varie immagini e i filmati relativi.
La vittoria giallorossa è stata festeggiata sul campo e fuori come un vero e proprio trionfo, con tanto di maglie celebrative e sfottò degli avversari, gestacci ai tifosi da parte dei soliti giocatori capopopolo (tanto per non esasperare gli animi e portarsi avanti per il prossimo premio Fair Play Città di Roma) e titoloni a caratteri cubitali dei giornali del tipo
“Miniscudetto per la Roma” .
Magari tutto questo ci può anche stare, in una dimensione che definire provinciale pare eccessivo (anche la mentalità provinciale ha una sua dignità), magari però, bisognerebbe che qualcuno si chiarisse le idee, prima e dopo le partite.
Durante il derby è, infatti, apparso nella curva giallorossa, tra i tanti, questo striscione:
“Secondo posto: per noi minimo sindacale, per voi trionfo mondiale”, rivolto, all'evidenza, alla presunta diversa dimensione nazionale e internazionale dei rivali laziali.
Delle due una: o il secondo posto è una vittoria, o è il minimo sindacale....
Evidentemente a Roma sono convinti di tifare un'altra squadra, una protagonista e vincente ogni anno in campionato e in Champions e non una squadra che ha vinto uno scudetto ogni trent'anni e che in coppa è ricordata ormai solo per le sette pappine prese con Manchester United e Bayern Monaco.
E, forse, qualcuno dimentica le parole ripetute come un mantra per mesi dal loro allenatore, convinto che
“Vinceremo sicuramente lo scudetto, perchè siamo più forti”. Esistono squadre per le quali una vittoria nel derby vale una stagione o una vita (ricordiamo i caroselli post ultimo derby della Mole) e altre per cui “
vincere è l'unica cosa che conta”, per le quali festeggiare un secondo posto è un controsenso (al massimo a “festeggiare” sarà chi si occupa del bilancio, al chiuso del suo ufficio).
E' evidente a quale gruppo appartiene la Roma.
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