L'allenatore del Barcellona nella sua esperienza romana deve aver imparato tra le altre cose il significato del termine "
paraculo" e molto probabilmente ha trasmesso la conoscenza alla sua squadra. In questo modo si possono spiegare le dichiarazioni di questi giorni dei catalani.
Ha cominciato
Messi che ha dichiarato:
«Non sarà per niente facile. Dobbiamo vedercela con un rivale molto complicato, davvero molto forte». Anche
Busquets alla considerazione che loro sono i favoriti ha risposto
«No, O almeno non per noi. Capisco la gente: è normale che sognino. Però noi sappiamo quanto è difficile» e sui bianconeri ha affermato
«La Juve non è arrivata in finale con un gioco brillante e segnando tanto. Ma merita di esserci ed è una squadra compatta, molto difficile da battere». Sulla stessa lunghezza d'onda dei compagni
Gerard Piqué che ha affermato:
«Sappiamo che la Juventus è un avversario molto duro. Sappiamo che sarà complicato, anche se tutti ci danno favoriti». Ultimo in ordine di tempo proprio
Luis Enrique che nel solco di quanto affermato da tutti i protagonisti blaugrana ha detto:
«La Juventus ha disputato una stagione eccezionale. Come noi, può vincere il terzo titolo stagionale. Hanno disputato finora una grande Champions League e se sono arrivati in finale non è certo un caso», e sui pronostici favorevoli:
«Essere favoriti è bello una volta che hai vinto, ma non prima. Prima di tutto bisogna dimostrare che si può vincere e la Juve è molto simile al Barca». Dalla Catalogna arrivano parole di rispetto e di stima, la cosa non può che fare piacere (anche perché crediamo siano sincere), ma il voler rimandare al mittente i favori del pronostico sembra un modo per scaricarsi del peso che ciò comporta e per adulare l'avversario. Ma loro sanno che sono favoriti...
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