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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di E. LOFFREDO del 15/06/2015 07:57:06
Zio Giuseppino in arte Blatter

 

Blatter si era dimesso non immediatamente sulla scia dello scandalo mazzette che aveva coinvolto la FIFA («Non posso controllare tutto e tutti» aveva detto a sua difesa), ma solo quando l'FBI gli è arrivata pericolosamente vicino arrestando uno dei suoi vice e dopo che era stata pubblicata una e-mail in cui sarebbe evidente che quantomeno sapeva del giro anomalo di soldi dentro la federazione mondiale del calcio.

Una resistenza allo scandalo che gli aveva permesso di essere rieletto a capo della FIFA, ma di quella rielezione sono responsabili coloro che lo hanno votato. Pochi giorni dopo ha quasi mollato. Scriviamo "quasi" perché sono state dimissioni particolari: invece di abbandonare subito, lasciando la patata bollente a un commissario, ha scelto di rimanere fino a fine anno. Ha qualcosa da "sistemare" in questi mesi?

Ieri si è prospettato un clamoroso dietrofront. Il giornale svizzero Schweiz am Sonntag ha scritto che dopo messaggi di sostegno dalle federazioni di Asia e Africa che gli chiedono di riconsiderare la decisione di dimettersi, Blatter potrebbe effettivamente ripensarci. Ritirerà le dimissioni? Si ricandiderà? Non è dato sapere.

Forse il buon Sepp non revocherà le dimissioni, ma appaiono verosimili i messaggi di supporto che avrebbe ricevuto da Asia e Africa, in fondo hanno lo hanno votato anche nel mezzo dello scandalo. Si impongono allora riflessioni più ampie di quelle fatte su Blatter e il modo con cui si assegnano i mondiali e si ricevono mazzette, si dovrebbe rivedere il sistema di sostegno economico alle federazioni locali che la FIFA ha attuato in questi decenni.

Innanzitutto criteri più trasparenti per quella sorta di mutualità che Blatter ha praticato in questi anni. Contributi, premi e progetti per spartirsi la torta dei miliardi generati dal pallone devono essere al di sopra di ogni sospetto o dubbio, servono regole certe e rigide per evitare dazioni discrezionali di danaro.

Si rende poi necessario superare il criterio "una federazione: un voto". Può essere spiacevole da affermare, ma la presa di posizione di Asia e Africa ci dice che ci sono federazioni che temono l'adozione di criteri più limpidi, temono cioè di perdere quel munnifico benefattore svizzero che finora s'è dimostrato lo zio Joseph. Esistono federazioni facilmente "influenzabili". Il voto dovrà essere ponderato e agganciato ad esempio al numero dei tesserati e dei praticanti. Non è possibile vedere tra gli affiliati paesi che non hanno né un campionato né una nazionale (Isole Cayman).

Certo se Blatter non si dimettesse più, se mostrasse lo stesso attaccamento alla poltrona che si vede in un Paese che si trova un po' più a sud di Zurigo, potrebbe reinterpretare un noto spot pubblicitario: "Svizzero? No italiano".

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