Le parole con le quali Renzetti, presidente del Lugano, ha presentato Zeman hanno svelato quello che solo i ciechi sostenitori del "maestro" non vedevano: il boemo è stato scelto per darsi visibilità. Punto. Né più, né meno.
Nel resoconto della conferenza di presentazione pubblicato sul CorSport (Link) leggiamo tra le altre dichiarazioni di Renzetti «Avere Zeman come allenatore ci darà visibilità anche in Italia». Viene da chiedersi "a che pro?" visto che mecenati del pallone nel Belpaese non ce ne sono più. Ci stanno invadendo americani, russi(?), indonesiani tailandesi e via discorrendo, Forse il patron del Lugano spera in una visibilità di riflesso grazie a qualche dichiarazione zemaniana che trovano spesso eco sui media italiani?
Se non bastasse, il concetto viene ribadito poco dopo: «abbiamo scelto l'uomo migliore, ci darà gioco e un'immagine mediatica». Sul gioco non ci conterei troppo, sul facile gioco degli avversari un po' di più.
Zeman dopo le immancabili accuse, «spero di lavorare come voglio, in Italia non ho potuto» (ingrato: in Italia si è pasciuto molto in questi anni, e sappiamo il perché) prova anche a mettercelo il gioco tra gli argomenti della conferenza: «il calcio qui è di buon livello, però ho notato troppo agonismo e fisicità. Vorrei portare più tecnicismo e un gioco migliore». Ma non si sforzi troppo: primo perché potrebbe trovare un ambiente poco ricettivo (se andasse male sarà questa la sua spiegazione); e soprattutto perché non è per quello che è stato ingaggiato.