Sul Corsera edizione romana del 19.06.2015 è uscito un articolo riguardante la vicenda degli immobili che Francesco Totti già da qualche anno ha affittato al Comune di Roma per l'emergenza abitativa (
Link). Il quotidiano riporta che anche il britannico "The Guardian" si è interessato alle faccende immobiliari del pupone.
Ma facciamo un piccolo passo indietro. La vicenda era già nota, se ne era occupato tra gli altri Il Fatto Quotidiano (
Link), che oltre a puntare i fari sui trentacinque appartamenti definiti dallo stesso quotidiano
«topaie di periferia», che il dieci giallorosso aveva messo a disposizione del comune capitolino
«con un prezzo di locazione di 19 euro al metro quadrato al mese, a fronte di un canone di mercato - secondo il giornale inglese - che all’epoca si attestava sui 10 euro» (scrive il Corsera) aveva anche reso noto che due immobili intestati a una società di Francesco Totti (insieme alla madre e al fratello) erano stati locati ai servizi segreti.
Ora riguardo a questi affari edilizi (leciti fino a prova contraria) noi non vogliamo e non possiamo interessarci delle sfumature politiche e del chiacchiericcio che si fa circa una presunta redditività dell'amicizia non smentita che Totti ha con personaggi politici (Luca Odevaine) coinvolti in clamorose inchieste giudiziarie, ma leggendo la chiusura dell'articolo del Corsera,
«Totti, conclude il Guardian, non ha voluto rispondere alla domande su questo argomento» si è rinnovata da sé una domanda che ci eravamo posti all'epoca dell'articolo del Fatto Quotidiano: perché nessuno si azzarda a mettere un microfono davanti a Totti e a fargli quelle scomode domande che un bravo giornalista dovrebbe fare?
Dal 19 giugno sappiamo che il giallorosso non risponde a queste domande, ma per saperlo abbiamo dovuto attendere che ci provasse un giornale inglese. La stampa italiana non ne ha avuto il coraggio. Chissà perché.
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