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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di S. BIANCHI del 25/06/2015 11:30:58
Grazie, Tevez!

 

Il campione di calcio è tale se, alle caratteristiche che mette in campo, accompagna altruismo e signorilità. Oggi non voglio parlare del Tevez che ha contribuito a due Scudetti, una Coppa Italia e a farci arrivare alla finale di Champions, altri possono farlo meglio di me. Voglio scrivere di quell’amore per la propria terra, che all’inizio dimostrava con quelle magliette per (far) ricordare i quartieri ghetto della sua città e che ora lo fa tornare alla Boca e al Boca un anno prima dello scadere del suo contratto. Lo so, aveva promesso il rispetto dei tre anni e che non ci sarebbero stati prolungamenti di sorta, ma torna in Argentina senza cercare di monetizzare gli ultimi anni della sua carriera.

Avrebbe potuto accettare quel bel po’ di denaro che gli ha offerto l’Atletico Madrid di Simeone, solo avesse pensato di rimanere in Europa. Solo chi c’è stato, alla Boca, anche con tutta la sua miseria, con tutti quei colori sgargianti delle case dimesse, coi vecchi palazzi senza manutenzione da decenni e con la gente buona, gentile e festosa nonostante tutto, può provare a capire perché uno come Tevez non può fare a meno di tornare là, a giocare nel suo Boca, squadra gloriosa ma poverella, rinunciando facilmente alla sirena dei milioni europei.

Carlitos, ti ringraziamo perché hai portato un po’ di sentimento in una Juve che qualche volta dimentica il resto del mondo, anche se, di tanto in tanto, si risveglia in campagne per il Gaslini o la Pediatria del Sant’Anna. Grazie per aver indossato la maglietta con “quel” numero, senza che nemmeno il più talebano dei tifosi bianconeri abbia mai rimpianto chi l’ha portata per una vita.

Grazie per averci fatto accarezzare, una vita dopo l’Old Trafford, la possibilità di poter mettere le mani su quella coppaccia maledetta. Grazie per averci scelto, due anni fa, per chiudere la tua carriera europea: certamente più redditizio per trofei il tuo periodo con i mancunions, ma certamente, qui a Torino, hai espresso con continuità la tua splendida maturità agonistica. Lionel Messi è più bravo di te, lo dicono i palloni d’Oro che ha vinto. Ma io sono certo che tu vai molto più fiero del titolo che ti sei guadagnato in Argentina, anche se non appare in nessun annale di calcio: “El jugador del pueblo”. Il motivo è chiaro a tutti.


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