Tutti cercano di sfruttare ancora oggi quel che resta di calciopoli, ossia il sentimento popolare irrimediabilmente condizionato dei tifosi italiani.
Un nostro lettore ci ha segnalato un articolo pubblicato da “meridionews” dal titolo “Dalla polvere pulita di Gangi a quella di oggi Per ricordarci che la vergogna non è nostra”, dove, nell’affrontare la delicata situazione del Catania, si tira in ballo Moggi. (
Link)
La'autore del pezzo ripercorre la storia della società etnea partendo dalla conquista della C2, dopo essere finiti in serie inferiori “per l'opaca volontà dei vertici del calcio. Che avevano applicato un rigore mai visto prima (e direi nemmeno dopo) a
un veniale ritardo negli adempimenti fiscali.”
Una storia “bella perché vissuta per decenni, ostinatamente, dalla parte più affascinante. E cioè dalla parte
del torto, in un calcio in cui per avere ragione dovevi comportarti da Matarrese, o da Carraro, o da Moggi.” E guai a dimenticare un’altra immagine indelebile “Il guardalinee fu preso bullescamente d'assedio dalla panchina juventina.
E l'arbitro, invece di espellere i bulli, si fece docilmente convincere ad annullare il gol.”
Oggi sentono una polvere sudicia dovuta all’ultimo scandalo che difficilmente allontaneranno “nemmeno se i loro avvocati riuscissero a trovare un modo per far finire in nulla il processo (e perché non potrebbero,
se ce l'hanno fatta quelli di Moggi? )”.
Ma il piatto forte deve ancora essere servito. Da quanto hanno iniziato ad insudiciarsi? “Almeno da quando Pulvirenti ha affidato ogni potere a
un ex procuratore di calciatori in plateale conflitto di interessi” … “affidandosi alle cure della potente
Gea di Alessandro Moggi”.
Difficile commentare un articolo così ricco di invettive. Si parte recriminando un veniale ritardo negli adempimenti fiscali e si dimentica che anche oggi, il Catania, sarebbe stata retrocessa per altri inadempimenti (è da aprile che la società non paga gli stipendi).
Si tira in ballo Moggi solo per il forte impatto mediatico, chiunque conosca anche solo marginalmente calciopoli eviterebbe di accomunarlo a quello che sembra un malaffare conclamato e confessato da Pulvirenti.
Coinvolgere anche Alessandro Moggi serve ulteriormente ad appoggiare una difesa che chiaramente perde acqua da tutte le parti.
Il Catania degli ultimi anni non può essere ricordato per le sue imprese sul campo, anche perché dovremmo parlare di retrocessioni a catena e della salvezza comprata, ma per quell’unica partita con la Juventus in cui hanno sfiorato l’impresa. Fa quasi tenerezza il fatto che ancora oggi venga riesumato quel match.
Riusciamo a capire, da tifosi, l’amarezza della situazione che in questo momento vivono i supporters del Catania. Molto meno il bisogno di denigrare gli altri per sembrare meno colpevoli.
Un’ultima osservazione: dalle testate a tiratura nazionale a quella locali la musica non cambia
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