Che cosa succede se anziché pensare al bene del calcio, si preferisce coltivare i propri interessi?
Palazzi si avvia alla chiusura delle indagini per il filone catanese del calcioscommesse con responsabilità diretta a carico del Catania per le partite con Avellino, Varese, Trapani, Ternana e Livorno. Coinvolto in prima persona l’ex presidente Pulvirenti che ha ammesso di aver comprato le partite, Della Carri e Cosentino. Per il momento i giocatori, incredibilmente, sembrano esclusi.
Pulvirenti di recente è tornato pubblicamente sull’accaduto esprimendosi anche sulla sua possibile radiazione sportiva reputandola “eccessiva”, perché – a suo dire - ha agito per paura dopo aver ricevuto minacce di morte. Il truffato è lui: le partite con Ternana e Latina sono state comprate ma il risultato sarebbe maturato per meriti calcistici.
Se davanti a una situazione tanto palese, con confessione dello stesso presidente, non si arrivasse alla radiazione, sarebbe clamoroso.
Dopo averla scampata ancora una volta, Lotito, ottenuta l’archiviazione da Palazzi per la famosa telefonata con Iodice, sembra essere in un periodo di riflessione e, di fatto, non è più al centro dei clamori mediatici che aveva caratterizzato la prima parte del suo mandato. Nonostante un ruolo che garantisce un enorme potere sembra proprio non riuscire a tenere tutto sotto controllo. A Napoli è indagato per estorsione (mutualità sbloccate dalla legge Melandri, controllate da una fondazione i cui vertici sembrano ricondotti alle lobby di Lotito), accusato di una sorta di embargo economico che nella maggior parte dei casi resta vitale per i club.
Nell’ultima amichevole giocata dalla Lazio, 24 tifosi biancocelesti sono stati fermati dalla polizia belga a seguito degli scontri avvenuti all’esterno dello stadio di Bruxell. Un’altra magra figura dopo aver disputato le ultime due partite di Europa League senza pubblico. Una piaga, quella del tifo violento, che la Lazio non riesce a risolvere.
La Lega Pro naviga a vista: 8 storiche squadre: Venezia, Reggina, Real Vicenza, Monza, Castiglione, Barletta e Grosseto ripartiranno dall’eccellenza dopo il fallimento. A questo elenco si aggiungerà il Parma. Si sta già pensando ai ripescaggi ma il rischio concreto è che non ci sia il numero minimo di squadre, ma nessuno ha il coraggio di mettere mano alla riforma dei campionati.
In questo contesto le uniche certezze arrivano dalle poltrone. Perché Lotito, tra un’inchiesta e un rinvio a giudizio e querele mancate è ancora il braccio destro di Tavecchio; Macalli è decaduto dopo una strenua lotta che comunque ha portato il suo contributo all’elezione del governo del calcio; Un reo confesso di combine come Pulvirenti non ritiene la radiazione una pena congrua per il suo comportamento e resta alla finestra per vedere quali saranno le conseguenze dei processi sportivi e penali, ricordando le sue crociate etiche dell’ultima stagione in serie A appoggiate dagli amici di amici….
Tante energie sprecate per difendere il potere e poco tempo e risorse impiegate per salvare il calcio. Ne guadagnano i singoli mantenendo le poltrone e ne è penalizzato il calcio che sprofonda sempre più. Davanti a tante situazioni così palesi, qualcuno si domanderà se le persone scelte a capo delle varie istituzioni siano realmente capaci di guidare il calcio italiano verso una ripresa?
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