Dopotutto poteva andare peggio. Alludiamo alla situazione di classifica. Con Madama ferma al palo tutte le altre big (pretendenti più o meno dichiarate al titolo) potevano ritrovarsi tutte avanti di tre punti. Nulla sarebbe stato compromesso, ma il fatto che altri hanno problemi più grandi della Juve mitiga la caduta interna con l'Udinese, che comunque la si voglia vedere è una brutta sconfitta.
Nel gruppone in testa sono distinte Lazio e Fiorentina, mentre l'Inter solo nel recupero è riuscita a prevalere sull'Atalanta. Solo sulla seconda sponda di Milano già sussurra la parola "scudetto".
Sinceramente facciamo fatica a trovare una antagonista a cui guardare per la corsa al titolo, La Roma ha mostrato ancora qualche problema difensivo. Sulla stessa lunghezza d'onda il Napoli, pericoloso davanti ma ancora imperfetto in difesa. Il Milan invece sembra tutto da scoprire sia nel bene che ne male. A proposito, pare cosa fatta il ritorno di Balotelli.
Le perplessità maggiori le ha destate proprio la Juventus. Contro l'Udinese ha giocato da sola per settanta minuti, ma il cronista di una volta direbbe che si è trattato di una supremazia "quasi" sterile. E questo non perché siano mancate le occasioni, anzi, ma è sempre
mancata una cattiveria in fase realizzativa che ha sorpreso.
Non contano le assenze con le quali la Signora si è presentata allo Stadium. Una squadra accreditata come la Juve non può appellarsi a questo, soprattutto dopo un mercato nel quale si è speso come mai negli ultimi cinque anni e che teoricamente – al netto anche delle pesanti partenze – dovrebbe garantire competitività proprio in queste situazioni.
Nessuno è ancora scappato via in classifica, motivo per cui non è il caso di fare drammi (per quello che può essere importante il calcio), ma
Roma-Juventus del prossimo turno è già importante per il morale di entrambe le squadre. Lì la Juventus dovrà mostrare di avere ancora la solidità morale e tecnica degli ultimi anni.
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