«'Cccezzzzionale, per i prossimi tre anni la Champions in diretta e in esclusiva SOLO su Mediaset Premium!». Se continua una certa politica aziendale delle reti del Biscione va a finire che se la guarderanno veramente solo negli studi di Mediaset.
È di oggi la notizia che a Cologno Monzese hanno deciso che per il primo turno della fase a gironi non sarà trasmessa in chiaro né la partita della Roma, né quella della Juventus. Se molti tifosi bianconeri si erano "rassegnati" a non vedere le partite e a non abbonarsi, per i giallorossi deve essere stata una piccola grande delusione. Chi vorrà seguire la vecchia Coppa dei Campioni in chiaro potrà gustarsi una "affascinante" Chelsea-Maccabi Tel Aviv.
L'eliminazione della Lazio è stata una disdetta per il Biscione. Con gli aquilotti nella competizione Mediaset avrebbe potuto trasmettere la gara dei baincocelesti e sostenere che comunque una delle italiane era visibile in chiaro. Purtroppo però la Lazio non c'è e il danno è anche televisivo.
La realtà è che Pier Silvio e compagnia hanno investito troppo per assicurarsi l'esclusiva della Champions e ora hanno disperato bisogno di invogliare i tifosi delle due squadre italiane superstiti ad abbonarsi. Purtroppo ancora non hanno capito che invogliare non deve significate costringere. Perché il tifoso può vivere di calcio, ma sa anche contestare in varie forme e attuare scioperi del tifo sia allo stadio che davanti alla TV.
La sola ossessione con la quale da mesi ci ricordano che hanno
«la Champions in esclusiva» ci aveva fatto venire in odio la possibilità di abbonarci per seguire la Juve. Strano che a Mediaset non sappiano che un messaggio pubblicitario ripetuto infinite volte ottiene il principale effetto di far odiare il prodotto che reclamizza. Proprio loro che vivono di pubblicità.
Il messaggio viene ripetuto a pie' sospinto ad ogni occasione. E se durante telecronache e trasmissioni sportive può starci ricordare l'esclusiva e fare un po' di
reclame, esagerare diventa
spam (termine nato in ambito pubblicitario per indicare ossessivi e per questo odiosi spot).
A Mediaset persino i telegiornali, introducendo i servizi sul calcio, ricordano che
«per i prossimi tre anni» bla bla bla... Noi ci chiediamo cosa aspetti l'ordine dei giornalisti a intervenire se è vero che durante i TG sono vietati messaggi pubblicitari. Ci chiederemmo anche che dignità professionale dimostrano quei giornalisti che si piegano allo spot e che però sono sempre pronti a proclamare la propria indipendenza redazionale rispetto all'editore. Ma non ce lo chiediamo, dopotutto siamo in Italia.
Mediaset sta attuando una evidente speculazione commerciale sui diritti per la Champions. Crede forse che in Italia si possa fare a meno di tutto tranne che del calcio? Sta ai tifosi dare la risposta, e noi speriamo che sia una risposta da consumatori maturi.
La necessità che ha poi Mediaset di far fruttare l'investimento ci fa venire qualche sospetto circa il modo con il quale saranno mediaticamete trattate durante l'anno le squadre che si contenderanno i posti per la Champions: si cercherà di non urtare le tifoserie (potenziali teleabbonati) più numerose?
Infine un pensiero all'UEFA. Sappiano che
le scelte della televisione anziché avvicinare possono allontanare i tifosi. Mediaset con quell'atteggiamento da “
la Champions la trasmetto io e se vuoi vederla mi devi pagare” ha probabilmente intrapreso, anche nei modi, una strada che va in tutt'altra direzione da quella del momento passionale con cui gli sportivi vivono le partite.
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