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Attualità di P. CICCONOFRI del 04/09/2015 11:51:03
Controlli scadenti del Torino? paga la Juve!

 

La Curva Sud della Juventus sarà chiusa in occasione dell'anticipo della terza di campionato con il Chievo: lo ha deciso il Collegio di Garanzia dello Sport a sezione unite riunitosi il 3 settembre, respingendo di fatto il ricorso presentato dalla Juventus avverso la decisione della CFA (Link).

I fatti contestati sono relativi all'ultimo derby giocato allo Stadio Olimpico di Torino il 26 aprile 2015, quando una bomba carta, lanciata dal settore bianconero nel corso di un reciproco lancio di petardi, fumogeni e altro, ferì nove sostenitori del Toro presenti in curva primavera.
In un primo momento, la curva bianconera fu squalificata per due turni. Dopo aver disposto alcuni approfondimenti, la chiusura fu ridotta ad una giornata, riconoscendo di fatto la responsabilità oggettiva della Juventus.

Il giovane ultrà, non riconducibile ad alcun gruppo organizzato della tifoseria bianconera, già sottoposto a Daspo, fermato ed arrestato dalla Digos a seguito della visione e analisi delle immagini registrate dalla videosorveglianza presente all'interno dello stadio, non aveva il biglietto e non era presente nella lista dei tifosi juventini che occupavano quel settore.
Quindi un tifoso, sottoposto a Daspo, senza biglietto, non abbonato, che ha eluso la sorveglianza di un evento organizzato dal Torino all'interno del suo stadio ed è stato identificato e arrestato in seguito, finisce per essere l'ennesimo escamotage per penalizzare la Juventus, che quindi paga le negligenze nei controlli del Torino.

Con questa logica, chiunque riesca a superare gli scadenti controlli all'accesso degli stadi, potrebbe penalizzare le società di cui si dichiara tifoso. Qualcuno ci spiegherà poi come è stato possibile trasportare la bomba carta e altro materiale esplodente all'interno dello Stadio Olimpico.

Ferma restando la condanna di ogni atto di violenza (dentro e fuori gli stadi), non può essere accettata ogni forma di responsabilità che non sia quella personale di chi si macchia di certi gesti, soprattutto quando, come in questo caso, viene identificato.
Diversamente, si sfocia in una responsabilità oggettiva ancora più primitiva di quella già in vigore, al di fuori di ogni possibilità di controllo diretto ed indiretto, e nella assoluta discrezionalità dei provvedimenti.

La Giustizia Sportiva ha dimostrato ancora una volta di non aver perso la mira e di sapere come centrare l'obiettivo da colpire: la Juventus e i suoi tifosi.

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