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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di E. LOFFREDO del 16/09/2015 14:28:42
Ci vuole un insulto...

 

«Ci vuole un insulto mortale, ditegli "zompapereta"!» Questa è un'istigazione che in un film di Lina Wertmuller i piccoli scolari rivolgono al maestro interpretato da Paolo Villaggio. Alla fine lo "zompapereta" viene detto, ma il maestro invece di darlo se lo prende e, scusandosi con gli istigatori, chiosa con un «aggia sbagliat».

Proprio a quel modo mi immagino i tifosi juventini che si "confrontano" sulle vicende della squadra del cuore. Dal 2006 purtroppo si sono create alcune correnti di pensiero e ognuna ha offese e medaglie dialettiche da appuntarsi. Scorriamone alcune.

In principio, nel 2006, fu "normalizzato". L'estate di calciopoli divise i tifosi in due schiere, chi non credeva alle accuse e chi abboccò a tutto e convenne con John Elkann e Cobolli&Gigli che bisognava stare dalla parte dell'allenatore e della squadra (ma non della Triade). La linea ufficiale era: "Guardare avanti, pensare alla gestione sportiva e sorridere" riappropriarsi di una dimensione sportiva più ordinaria e tornare alla normalità. Da qui la sintesi "normalizzato".

"Rancoroso". In opposizione ai normalizzati si assestarono i "rancorosi", erano i tifosi che con rabbia avevano sostenuto da subito che calciopoli era una farsa (quale in effetti si è poi dimostrata). Per gentile concessione di Cobolli&Gigli questa categoria si è ulteriormente affinata. Parlando di quei rancorosi che non accettavano la serie B l'allora presidente bianconero distinse i tifosi di serie A che accettavano tutto, relegando a scarto di serie B quelli che non si adeguavano alla normalizzazione. Per tutta risposta questi ultimi rincararono la dose, definendosi orgogliosamente "rancorosi di serie C".

"Tifoso da tastiera". È d'uso proprio di coloro che allo stadio ci vanno pure spesso e amano distinguersi da chi la squadra la segue prevalentemente da casa e ne discute (molto) sul web. Tanto più radicato nel gergo di chi fa molti chilometri per supportare dal vivo la squadra. Ma questo più che motivo d'offesa altrui (che magari per svariati motivi pur volendolo non può andare allo stadio) dovrebbe essere una ragione di gioia personale per l'occasione che altri non hanno.

"Vedova di Moggi". Questa è un'offesa caduta un po' in desuetudine, ma ancora presente. Come offesa per il normalizzato ha perso l'originario appeal. Non poteva essere altrimenti dopo quello che è emerso nei processi penali. Stranamente è stata poco o per nulla usata nelle diatribe sull'ultimo calciomercato.

"Strumentali". Questa è un'etichetta esclusiva per i giulemanisti. E sì, quAAlcuno a Torino dice che siamo un po' così, strumentali. Critichiamo troppo e lo faremmo a prescindere. Basta leggere oltre i titoli degli articoli per capire che, condivisibili o meno, sono esplicitate sempre delle motivazioni. «Vabbè, andiamo avanti».

"Occasionali". Questo è il dardo dialettico dell'estate 2015. Nel momento di risultati sportivi non esaltanti e dopo una decisa critica al modo di fare calciomercato da parte della dirigenza juventina, non c'è niente di meglio che un "occasionale" detto con spregio a chi oltre a tifare fa qualche appunto di natura tecnica o simile. Il ragionamento di fondo è il seguente: «il vero tifoso tifa anche quando si perde, non solo quando si vince. Sei un occasionale!». Ancora non ci è chiaro per quale motivo chi fa una critica (magari con intenti costruttivi) non può allo stesso tempo tifare durante le partite. Mistero.

"Non salite su quel carro, è mio!" Questo più che un insulto è un "avvertimento" ed è figlio dello stesso ragionamento che sorregge il dare dell'occasionale, quasi sempre infatti vanno insieme: "occasionale, non salire poi sul carro (del vincitore) a maggio!". Posto che a settembre è prematuro parlare di carri dei vincitori (sa di interismo), ci chiediamo se in fondo non abbiano più diritto di salirvi quelli che mostrano più attaccamento alla squadra con una critica che quelli per cui dogmaticamente va sempre tutto bene ciò che fa o decide la società. Con questo modo di ragionare anche il chiedere la "serie B con pena congrua" va bene perché lo ha deciso la società... Comunque non toccategli il carro, tanto poi saranno i primi a scenderne in caso non si vincesse.

Infine l'offesa mortale nel vero senso della parola: "interista! ". Già, non c'è nulla di più offensivo che dare dell'interista a uno juventino. Ovviamente valgono anche i sinonimi: “prescritto”, “cartonato”, “caffeinimane”, “onesto (o honesto) ”, “indossatore (di scudetto altrui) ” e altro che sicuramente dimentichiamo. È un'offesa che vale in tutte le situazioni, preceduta a volte dall'incipit "tu non sei un vero juventino, ..." . Con quell'offesa lì, che si può utilizzare per tutti gli argomenti (dai fatti tecnici al calciomercato, da calciopoli ai ricorsi in tribunale, da questo a quello), si possono innescare le più violente polemiche: "io tifo da tot anni, prima che tu nascessi!", "Io ho visto giocare Sivori coi calzettoni bassi...".

Non c'è forse nessuna tifoseria che sa dividersi come quella bianconera. Una cosa che volendo può essere motivo di crescita attraverso discussioni pacate, ma un peccato quando si esasperano gli animi e si rimane ciascuno delle proprie convinzioni. Anche perché ai piani alti piace così. Dividi et Impera, dicevano gli antichi.

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