Considerato il disastroso inizio di campionato, forse non è il caso di pretendere il bel gioco. In questo momento bisogna essere pragmatici e cercare di aggiustare la classifica per dare poi un senso anche alla ricerca degli estetismi di squadra.
Non sarà pertanto un atto d'accusa evidenziare che la prestazione di ieri a Genova è stata ancora una volta deludente per la qualità mostrata (e questo è il risultato del modo con il quale è stata assemblata la rosa, ma non è il caso di tornare a disquisirne in questa sede). È vero, gli uomini di Allegri non hanno mai sofferto il Genoa, ma qualcuno di voi si è accorto dell'esistenza dell'attacco rossoblu? Sul versante opposto dobbiamo far notare che per lunghi tratti s'è vista un'incapacità bianconera a sfondare la difesa del Grifone, e questo è un grosso demerito dell'attacco juventino.
Si sono distinti Cuadrado e Pereyra, ma abbiamo notato ancora una volta una certa testardaggine col pallone tra i piedi da parte di Pogba e compagni. Segno che si privilegia ancora l'iniziativa individuale al gioco di squadra, sintomo che il collettivo ancora manca dei giusti meccanismi. Non a caso quando a Pereyra e Cuadrado sono riuscite alcune sortite personali sono state create le occasioni migliori.
Tra le note dolenti spiace annoverare Mandzukic, Sturaro e anche Pogba. Il croato corre, in un paio di occasioni gli è capitato di involarsi palla al piede verso la porta avversaria, la prima volta nei primi quarantacinque minuti è caduto nella tentazione di voler fare tutto da solo, cercando poi di passare la palla a uno dei due compagni liberi quando era troppo tardi; la seconda nella ripresa, quando i genoani gli hanno regalato palla, ma andando verso il portiere si è fatto portare verso l'esterno.
Sturaro invece ha perso molti contrasti e qualche pallone di troppo, vorremmo che fosse solo l'emozione da ex, ma quest'anno ancora non lo abbiamo visto brillare. Pogba ieri ha giocato una partita di grande sacrificio correndo anche per Sturaro, la sua migliore gara dell'anno, ma ancora non è sembrato il miglior Pogba. Su di lui si potrebbero dire molte cose, e probabilmente nessuna sarebbe sbagliata («sente il peso della numero 10»; «è fuori fase»; ecc...), ma forse semplicemente è vittima della gran voglia di fare, di dimostrare di valere quella maglia e un ruolo da leader. Se è così dobbiamo sperare che si convinca che non deve dimostrare nulla e che si liberi da questo assillo.
Nelle prossime due partite ci accontenteremmo ancora di essere pragmatici (la trasferta di Napoli è insidiosa), da quelle successive vorremmo però vedere anche qualcosa di più, qualcosa che ricordi da vicino una squadra che sa imporsi sull'avversario nel punteggio e nel gioco. Come avvenuto negli ultimi quattro anni.
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