La Juve sta vivendo una situazione inedita. La squadra che fino a poco tempo fa spazzava via record su record, con strisce positive infinite e punteggi da capogiro a fine campionato, ora è passata al lato opposto. Dalla sconfitta al primo turno casalingo, al primo storico punto regalato al Frosinone, passando dall'altro punto a suo modo memorabile concesso al Chievo, sempre allo Juventus Stadium: un record negativo dietro l'altro.
Se fino a pochi giorni addietro qualcuno invitava sommessamente a non sottovalutare gli scricchiolii che sentiva,
ora la gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti e, dopo cinque turni, ha un solo nome: crisi. Gli ottimisti la riducono ad una "crisi di risultati", sottolineando che spesso sono stati gli episodi a condannarci: anche ieri, se la traversa non avesse fermato la conclusione di Pogba, se il palo non avesse negato la doppietta a Zaza o se Chiellini non si fosse divorato un gol fatto, forse sarebbe andata diversamente. Ma invocare il fato spesso è utile solo a nascondere a sé stessi la realtà, soprattutto se c'è da valutare un andamento pessimo relativamente lungo.
La prima brutta notizia è che
la Juve ha totalizzato cinque punti in altrettante gare che sulla carta dovevano essere agevoli: fatta eccezione per la Roma, che tra l'altro finora ha vinto solo contro i bianconeri e il Frosinone, dimostrando quindi di non essere proprio irresistibile, abbiamo incontrato solo squadre di seconda o terza fascia. Quindi, anche ammettendo di avere un po' di sfortuna (ma, per restare alla gara di ieri, va ricordato anche il palo ed il seguente rigore invocato dal Frosinone), è impensabile portare a casa un così magro bottino, senza neanche una vittoria casalinga contro Udinese, Chievo e Frosinone e subendo sempre almeno un gol, fatta eccezione per la trasferta di Genova. A proposito di Genova, molti di noi speravano che il successo contro i grifoni avrebbe "liberato la testa" dei nostri e che con la maggiore serenità derivante anche dalla bella gara di Manchester finalmente avremmo ripreso ad essere la "vera Juve". E invece no.
La partita contro il Frosinone ha evidenziato tutti i problemi con cui facciamo i conti da inizio stagione: difficoltà enorme in fase offensiva, con una lentezza drammatica nel cambiamento di fronte alternata ad una frenesia in conclusione riconosciuta dallo stesso Allegri, e tremenda propensione a subire reti. Il Frosinone, prima dell'incontro con la Juve, aveva segnato un gol in quattro partite: ieri è entrato in area due volte e per poco non ne segnava altrettanti.
La seconda brutta notizia è che lo stato fisico della squadra sembra in alto mare. E così ci si ritrova a fare i conti con una marea di
infortuni e di ricadute, oltre a lasciare in campo giocatori stremati, come è capitato ieri a Lemina, che chiedeva il cambio ma non è stato accontentato, visto il contemporaneo problema di Zaza. Questa situazione è talmente evidente da avere condotto lo stesso Allegri a tornare ripetutamente a parlare della preparazione sgangherata di questa stagione, giustificandola con i tempi ridotti dovuti al protrarsi delle ferie dei giocatori (sacrosante, vista la scorsa stagione) e all'impegno precoce di Supercoppa, la cui pianificazione accettata supinamente dalla dirigenza juventina grida ancora vendetta, tanto più se venissero confermate le voci per cui i cinesi per quella trasferta non pagheranno nulla alle due società.
La terza brutta notizia, e forse la più grave, è che
l'allenatore, dopo oltre due mesi di lavoro, non sembra avere ancora la minima idea di come impostare la squadra. Si passa da un modulo all'altro continuamente, con formazioni stravolte da cima a fondo ad ogni partita (e anche all'interno della stessa), senza alcun apparente filo logico. Che il motivo sia il numero elevato di indisponibili o la necessità di trovare la giusta collocazione ai nuovi, cambia poco: il campionato è in corso ed ogni partita è un passo che conduce verso il successo o il disastro (con un buon numero di destinazioni intermedie).
Allegri chiede tempo e calma. Ma una squadra che viene da quattro scudetti consecutivi e che può contare su una "potenza di fuoco" inimmaginabile per le avversarie italiane non può permettersi lunghi periodi di attesa. E non vale neanche il discorso della inesperienza dei giocatori. Contro il Frosinone, l'unico che poteva avere quell'alibi era Lemina, che tra l'altro è stato tra i migliori in campo. Zaza, Sandro e Dybala (gli altri tre giocatori di movimento nuovi in campo, oltre al "top player" Cuadrado) in fase di acquisto sono stati valutati tra i 20 e i 40 milioni: ciò significa che chi li ha presi li considera(va) pronti per la Juve. In ogni caso, che esperienza di serie A possono vantare i giocatori del Frosinone?
Si dice che il primo passo per risolvere un problema sia quello di riconoscere di averlo. Sulle pagine di GLMDJ, a malincuore, ne discutiamo da qualche tempo, avendo dubitato già durante il calciomercato della programmazione (se così la si può definire...) di questa stagione. Avremmo preferito essere smentiti dal campo, ma anche quello, che è l'unico giudice, sta confermando le nostre perplessità. Ora è importante che ciascuno, dal presidente al magazziniere, riconosca i propri errori e cerchi di porvi rimedio al più presto, per raddrizzare una stagione sempre più difficile. Forza Juve!
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