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Attualità di P. CICCONOFRI del 06/10/2015 08:29:41
Per carità di dio denaro, fermi!

 

Nei giorni scorsi, Tavecchio, in merito all’indagine dell’Antitrust sui diritti tv ha dichiarato: «Senza il miliardo e duecento milioni dei diritti tv qui salta il banco. Rispettiamo le autorità, ma intervenire sull’unica fonte di denaro sarebbe come crearsi in casa il problema più importante».

Negli stessi giorni Lotito, braccio destro di Tavecchio, personaggio chiave dell’istruttoria aperta nel mese di maggio contro Mediaset, Sky, Infront e Lega di Serie A, in merito all’assegnazione dei diritti televisivi per il triennio 2015-2018, ha deciso di non presentarsi all’audizione dell'Antitrust, mandando al suo posto il responsabile marketing Marco Canigiani. L'inchiesta era nata dopo la pubblicazione dei contenuti della telefonata tra Lotito e Iodice. L'Autorità Garante si era mossa per verificare quella confessione di Lotito, in cui si vantava di aver messo d’accordo Murdoch e Berlusconi avanzando l’ipotesi di “accordi spartitori”, “finalizzati ad escludere nuovi possibili concorrenti del mercato”.

Pur non conoscendo nel dettaglio l'indagine in corso, possiamo svolgere alcune considerazioni. E' ovvio che il presidente federale si interessi dello stato di salute generale del movimento, ma un'uscita come quella di Tavecchio si sarebbe attagliata di più a Beretta, che, rappresentando la Lega di Serie A, è il soggetto che di fatto è titolare attivo nella vendita dei diritti TV. Ma a quanto pare il primo a non voler chiarire la situazione è proprio Lotito (grande manovratore anche di Tavecchio) che evita di presentarsi all'audizione.

E' poi "irrituale" la richiesta di fare un passo indietro che Tavecchio rivolge in modo neanche tanto implicito alla magistratura. Suona quasi come un monito sinistro a non intaccare assetti e interessi "rispettabili". Un "alto là" che ci ha ricordato il «non si può mandare in B chi ha speso seicento milioni nel calcio»...

L’unica cosa che fa gola alla FIGC e all’intero governo del calcio è il dio denaro, ma davanti ad una situazione almeno ambigua, dovrebbe essere proprio la stessa Federcalcio a pretendere chiarezza. Invece, come sempre, si fanno pressioni indebite per evitare che un’inchiesta renda pubblico quello che in realtà si vorrebbe nascondere.

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