Il Comune di Napoli dovrebbe firmare entro il 31 ottobre la convenzione con la società S.C.C.Napoli, cui seguirebbe la ristrutturazione del San Paolo ma, a detta di De Magistris, la proposta di De Laurentiis con i suoi venti milioni di investimento, non sarebbe sufficiente per dare al Napoli lo stadio in concessione per un lungo periodo. La furia del patron del Napoli non tarda ad esplodere e a furor di telecamere dichiara: “
Il nostro stadio è un vero cesso”.
E’ fin troppo chiaro che in giorni decisivi per il rinnovo della convenzione, ogni arma è ammessa e la bagarre mediatica che ne è seguita non è altro che l’estremo atto per mettere pressione per l’imminente decisione.
E’ da anni che anche l'Uefa monitora la situazione del San Paolo per problemi legati alla sicurezza dell’impianto. Riprese televisive hanno mostrato come all’interno dello stadio succeda un po’ di tutto e le fatiscenze sono più che evidenti, con degrado che colpisce l’intero impianto dagli spalti ai corridoi per terminare con la copertura ed i bagni.
Nonostante questa situazione non sia nuova e lasciando per il momento da parte la querelle tra De Laurentiis e De Magistris, fino a questo momento,
lo stadio è stato inibito ai soli tifosi juventini. Se la struttura non è sicura non lo è per chiunque; se la società che organizza la manifestazione sportiva non riesce a garantire la sicurezza dovrebbe essere richiamata da chi deve accertare ed esigere la sicurezza, pretendendo l’immediata sistemazione delle emergenze e non ridursi a tre giorni da un match di cartello, ad indicare quali sono gli aspetti da sanare immediatamente.
Poi c’è chi si lamenta di vedere stadi vuoti …
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