Lotito, Galliani e Preziosi, sono ancora loro a catturare le luci della ribalta mediatica per qualcosa di poco chiaro. Sono tre le indagini che li vedono in qualche modo coinvolti: quella condotta dalla Procura di Milano che indaga per riciclaggio, ostacolo alla vigilanza (Covisoc) e turbativa d’asta per l’assegnazione dei diritti Tv. Per Galliani anche l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta per l’acquisto dal Parma del giocatore Paletta.
Situazioni e alleanze talmente evidenti che già da anni la nostra associazione, a più riprese, aveva semplicemente evidenziato facendo notare come i club legati ad Infront siano gli stessi che mantengono le poltrone per Beretta e Tavecchio.
Siamo del parere che fin quando i massimi dirigenti sportivi saranno intenti a salvaguardare i propri interessi, difficilmente avranno tempo da dedicare al loro compito istituzionale. Non a caso la giustizia sportiva continua a partorire dei mostri giuridici.
Il patron del Catania, allegramente, dopo aver confessato delle combine con tanto di passaggio di denaro, non è stato radiato.
In Italia hanno punito (fuori tempo massimo) con la radiazione un fantasioso illecito strutturato (Moggi per calciopoli ) e non chi ha confessato di aver commesso il reato di frode sportiva (Pulvirenti). Sul fronte calcioscommesse la situazione è tragica. La richiesta di revisione di Palazzi su Lazio-Genoa e Lecce-Lazio per l’emergere di fatti nuovi, è stata considerata inammissibile dalla Corte d’appello della Figc. D’altra parte le dichiarazioni di un Ilievsky qualsiasi, non possono avere lo stesso valore delle confessioni di “Pippo” (Filippo Carobbio), grazie alle quali l’inchiesta ha raggiunto la notorietà tirando dentro anche Antonio Conte.
Ma se Ilievsky è un testimone chiave per la giustizia ordinaria, come fa a non esserlo per la giustizia sportiva? Per Gervaorosi, un altro testimone dell’inchiesta,
l’affaire calcioscommesse è diventato anche un fatto di costume. Ospite ad Open Space ha raccontato come faceva a corrompere facilmente giocatori e partite.
Come criticare le sue uscite pubbliche se il primo ad approfittare di microfoni e telecamere è quel Di Martino della procura di Cremona titolare dell’inchiesta? Anche l’organizzazione della Supercoppa, portata avanti con il solo fine di intascare soldi, è stata gestita in modo comico. Dopo aver visto il match con una regia che ha fatto gridare allo scandalo e la goffa consegna delle medaglie, con Buffon che prende due insieme al caloroso abbraccio dell’addetta, i soldi non sono ancora arrivati. Un fallimento conclamato.
Non dimentichiamo poi la gestione del caso Parma della scorsa stagione. Un aggiustamento in corsa, evidente, per permettere alla società di arrivare alla fine del campionato togliendo dall’imbarazzo i gestori del carrozzone calcio.
Perché qualcuno non aveva controllato bene al momento dell'iscrizione al campionato e poteva avere delle responsabilità; quindi meglio cercare il solito compromesso salvando capra e cavoli…
Non so cosa altro deve emergere per far saltare questo governo del calcio.
E’ chiaro che il conflitto di interessi condiziona pesantemente tutta la politica sportiva e i risultati sono tutti gli occhi di tutti. Basta vedere come da un paio, tutti i quotidiani, per distogliere le attenzioni dai fallimenti vari e scandali di ogni genere, osannano Antonio Conte, ottimo canalizzatore di positività in questo momento, quando, non meno di qualche mese fa era il nemico bianconero da bastonare in ogni modo.
Noi non ci meravigliamo più di niente, ma inizia ad essere una vera vergogna nazionale.
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