Recentemente è apparsa sul sito
tuttojuve.com un'altra intervista all'ex presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli. Dico "un'altra", perché ogni tanto, troppo spesso per chi scrive, che non vorrebbe mai più sentir parlare di Juve questo signore, l'ex esterna sulle questioni del club e quando ciò avviene il profondo senso di disgusto e di fastidio nel leggerne i concetti espressi ci pervade sempre.
Certi passaggi, poi, sono da prurito alle mani, da mordersele per non usarle impropriamente, come quando delizia il lettore con cose del genere:
«Entrai quando ci fu il primo processo sportivo che non ci mandò in Serie C anche per un intelligente uscita dell'avvocato Zaccone, non capita quasi da nessuno, che rispose ad un giudice in maniera tale da evitarci quella che adesso si chiama Lega Pro. Alla fine la Serie B piacque a tutti: piacque ai tifosi di quelle piccole città che avrebbero dovuto affrontare la Juventus, piacque ai giocatori bianconeri che dopo un po' si divertirono», oppure:
«Il bilancio dal punto di visto sportivo ed economico fu positivo, perché noi chiudemmo con l'utile di quattro milioni il terzo anno grazie agli introiti derivanti dalla Champions League». Sicuramente a "Caltagirone" si saranno divertiti; probabilmente anche qualche normalizzato della prima ora si divertì ugualmente e magari durante "il terzo anno" sognava pure che "Cobolli lo portasse a Roma", ma proprio "a tutti" quello scempio non piacque. Ci fu qualcuno, come noi, che visse e vive ancor oggi quelle stagioni come una tragedia; ed una tragedia fu anche la gestione economica del club, del quale l'ex tiene a ricordare soltanto l'unico esercizio in attivo, scorporandolo da tutti gli altri in netto passivo. Ma queste cose le sappiamo, le conosciamo da anni e da anni ce le ripropongono con cadenza regolare.
Dispiace che una testata così vicina alle cose juventine e consapevole delle dinamiche innescatesi dal 2005/2006 accrediti ancora Cobolli Gigli a tal punto da interpellarlo su fatti attuali e che con l'ex dirigente c'entrano poco o nulla. Appurato che da un punto di vista della memoria storica quest'operazione non ha più senso già da qualche anno, ci assale il dubbio che l'ennesima rivisitazione del disastro in chiave cobollogigliesca serva, invece, da monito al normalizzato medio di cui sopra, un qualcosa del tipo:
"occhio a disturbare il manovratore, perché se salta lui potrebbero tornare in plancia di comando elementi simili, gente che ha giocato a Caltagirone con la Primaverile della Juventus e che gli è piaciuto pure..." La nostra pagina facebook
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