Sempre più evidenze mostrano come la cultura sportiva nel nostro paese, spesso accompagnata da un’informazione non certo esemplare, sia un miraggio.
Durante la pausa della nazionale, venendo a mancare i soliti argomenti legati alla squadra del cuore, i giornali propongono un po’ di tutto. Su Libero del 13 novembre, è stato pubblicato un articolo su
Donnarumma, giovane portiere emergente del Milan, focalizzando le attenzioni sui commenti
social dell’allora tredicenne (
Link).
Pur convenendo sul fatto che sono commenti di un ragazzino, è comunque un comportamento indicativo circa il fatto che in Italia ci sia proprio una mancanza di cultura sportiva, sia nel rispetto di altri tesserati, che nel concetto di professionismo, che andrebbe instillato fin da subito se un ragazzino va a giocare nel vivaio di una squadra professionistica. Anche per questo si fa fatica a far crescere e poi a lanciare i giovani.
Un altro esempio di mancanza di cultura sportiva ce lo offre la Gazzetta dello Sport ricordando l’aggressione a
Walter Lopez del Lecce. Il 19.04.15, il Lecce batte il Foggia per 1-0, in un clima teso dalla sconfitta della settimana precedente. Ad accoglierlo al suo rientro a casa, un gruppetto di ultrà che lo accusano di non aver voluto la squadra sotto la curva per festeggiare la vittoria, arrivando e chiedere una conferenza stampa contro il presidente fino alle minacce di morte. I responsabili, oggi individuati, sono accusati di violenza o minaccia. Al termine della stagione, il giocatore, si è trasferito in Paraguay.
Non è la prima volta che la cronaca porta alla ribalta episodi violenti del tifo nei confronti degli stessi giocatori. Sono tante invece le occasioni in cui le istituzioni promettono interventi significati che alla fine ottengono scarsi risultati (
Link).
A
Roma, i tifosi giallorossi stanno disertando lo stadio contestando le barriere imposte dal prefetto per l’ordine pubblico, ritenute eccessive. Lo sciopero del tifo sembra aver sortito il primo effetto: Pallotta incontrerà il prefetto e questore di Roma per vedere di riempire nuovamente la Sud. Pensiamo soltanto in che clima si è giocato l’ultimo derby, con un’imponente attività di prevenzione: da Ponte Milvio fino alla Farnesina strade chiuse al traffico e bus deviati, con forze dell’ordine un po’ dovunque per prevenire ogni possibile situazione di pericolo. In una piazza calda come quella di Roma, cedere al ricatto, non sembra una buona idea. Vedremo come si evolveranno le cose nei prossimi giorni.
Come se non bastasse, un
derby tra pulcini del Toro e della Juventus finisce con una mega rissa tra genitori. Sfottò e insulti razzisti sullo sfondo terminato con denunce e ricoveri in ospedale. Non un esempio positivo per i bambini (
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Sembra di vivere un compromesso continuo su ogni aspetto, uno sfruttamento totale del gioco, un’idea di calcio che sempre meno si avvicina ai veri valori di uno sport. E su questo drammatico aspetto si fa
informazione senza porsi nel modo corretto per educare ma cogliendo l’ennesima occasione per riempire qualche vuoto giornalistico …
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