Qualunque magistrato voglia farsi conoscere in Italia ed avere notorietà, può contare su un metodo sicuro:
processare la Juventus .
Troviamo un’immediata conferma sulla Gazzetta Dello Sport del 4 dicembre, dove, un piccolo trafiletto dedicato a Guariniello, viene così presentato dal:
“In pensione. Guariniello lascia, processò la Juve”. All’ interno leggiamo: “Nello sport divenne famoso per il processo doping alla Juventus”. (
Link)
Un processo, ricordiamolo, che si concluse con un buco nell’acqua, ma che ha portato comunque benefici ai detrattori della Juventus: accostare il doping ai bianconeri. Ancora oggi, il gioco di mescolare le carte sull’esito di quel famoso processo da cui la Juventus fu assolta, aiuta ad alimentare una falsa realtà.
Altri uomini di legge hanno goduto di questo bagno di popolarità: possiamo ricordare
Narducci, il famoso pubblico ministero di calciopoli che aprì la requisitoria del processo con la famosa dichiarazione:
“Piaccia o non piaccia, non ci sono telefonate ….”, clamorosamente smentita dai fatti successivi. Oppure
Di Martino, il pubblico ministero di Cremona titolare dell’inchiesta sul calcioscommesse, sulla quale vengono periodicamente riaccesi i riflettori grazie ad un nome magico: Antonio Conte. Come dimenticare
Palamara, il pm incaricato del processo GEA finito con un flop memorabile. Oppure il mitico
Sandulli che parlò di una sentenza, quella sportiva di calciopoli, dettata dal sentimento popolare.
Quanti di questi nomi sarebbero arrivati al grande pubblico se non avessero in qualche modo avuto come riferimento la Juventus? Il fatto che ancora oggi, anche per quella che è una non notizia per un quotidiano sportivo, come il pensionamento di un magistrato, venga riesumato il processo sul doping alla Juve, dovrebbe essere una chiara risposta.
La nostra pagina facebook
Il nostro profilo Twitter
Commenta con noi sul nostro forum!
