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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di S. BIANCHI del 11/12/2015 11:35:23
Una bella partita

 

Ragazzi: dopo un inizio campionato da tragedia, con esperimenti cervellotici e tentativi di integrare un Profeta in una squadra di Atei, si ricomincia a vedere qualcosa che sembra un gioco di squadra finalizzato a vincere. Nonostante tutte le nostre perplessità su Allegri, penso che finalmente abbia trovato le migliori soluzioni: la disposizione in campo ora soddisfa, l’avere atteso tanto Mandzukic sta pagando. Certo che si manca ancora in velocità di esecuzione di schemi, in organizzazione del pressing alto, non si capisce l’utilizzo col contagocce di Alex Sandro, ma l’ottimista che c’è in me vede vicina la fine del tunnel e il ritorno al bel gioco.

Sul forum, questa mia sofferenza iniziale, ma anche il recente ottimismo sembrano condivisi. Il fatto è che tutti noi parliamo in negativo, in altre parole di cosa non va o di cosa non andrebbe. Voglio provare a rovesciare il discorso: cosa vorremmo che facesse la nostra squadra.

L’attività sportiva è una pratica salutare per l’uomo che può almeno parzialmente affrancarsi dal lavoro. Lo sport c’è chi lo fa e chi lo guarda, è anche spettacolo, ma se è bello veder eseguire un Fosbury flop o una gara della Cinque Mulini, più difficile è definire se è bella una partita di calcio, in cui la prestazione atletica del singolo deve essere valutata assieme a quella degli altri dieci. Le leggi della fisica sono rese meno comprensibili dal moltiplicarsi dei soggetti in esame: la bellezza, la scioltezza, la potenza, la resistenza del e nel gesto atletico, non spiegano più la ragione della vittoria o della sconfitta in quella gara. Nel calcio le variabili diventano infinite, e come non pare più esistere una scienza che in base alle infinite variabili possa predire la vittoria, figuriamoci se esiste un criterio per giudicare se la partita è stata “bella”.

Il risultato da solo non può essere un criterio, pur se interessante, ma deve essere considerato insieme al modo per ottenerlo. Si possono mettere insieme undici costosi campioni, bravissimi a far giochetti ma poco squadra, come gli Haarlem Globetrotters, che ricordano recenti formazioni di Inter, Manchester City, Chelsea ed anche Real Madrid. E la Juve d’inizio stagione. Si va poco lontani, con squadre disegnate in tal modo. Se la partita di queste squadre porta alla vittoria, questa è episodica, casuale e non c’è modo di pensare di ripeterne qualcosa per giovarsene nella gara successiva.

Ci dev’essere un’idea di gioco, di occupazione razionale degli spazi in campo. Quindi una squadra corta, che occupi tutto il campo che serva in quel momento e che resti corta sia attaccando che difendendo, con diagonali offensive e difensive ben condotte a incrementare la densità dove serve. La vicinanza dei giocatori deve favorire la possibilità di multipla scelta di passaggio a chi ha il pallone, che deve solitamente essere giocato nella maniera più veloce e imprevedibile per spiazzare l’avversario, fare pressing offensivo collettivo per ripartire in una zona che più può far male all’avversario e pressare indietro con gli attaccanti che diventano i primi difensori. Giocare il più possibile palla a terra perché favorisce il miglior controllo, ma certo, ben venga un bel lancio di quaranta metri, se l’avversario si espone al contropiede, come ben venga un bel cambio di campo, se l’avversario che ha appena fatto la diagonale difensiva si è “addormentato” in quella parte di campo.

I giocatori devono essere gruppo, meglio se anche di amici, evitando clan e consorterie che dividano (ricordo un celebre clan degli argentini in una squadra di Milano), pronti ad aiutarsi sia proponendo il passaggio, sia assistenza al compagno in difficoltà per esempio raddoppiando in marcatura o riducendo l’angolo di avanzamento dell’avversario. Un aiuto tra compagni che si configuri anche il caso di gioco intimidatorio, facendo subito sentire all’avversario, appena graziato dall’arbitro per un fallo non fischiato, che se recidivo sarebbero pronte punizioni fisiche, un’assistenza tra compagni che si manifesti anche il caso di risse (come mi mancano Furino e Montero!).

Ci dev’essere una gestione rapida e intelligente delle ripartenze, in verticale se possibile, in contropiede o al centravanti per far salire la squadra, in altre parole avanzando sulle catene laterali se occorre, per ribaltare il gioco più velocemente e precisamente possibile: le ripartenze fanno sempre più male degli attacchi portati con lentezza, non occore spiegarne il motivo. Cross tesi all’indietro e “a prova di uscita” da parte del portiere avversario, con la porta sempre attaccata almeno centralmente e dalla parte del secondo palo, avere testa e piedi per proporre e fare tagli in area a interrompere una circolazione di palla paziente e precisa. A proposito di circolazione di palla, una piccola cosa da aggiungere: va bene anche il “da me a te” nella nostra metà campo, ma solo dopo che vinci quattro a zero, per non umiliare l’avversario (mai stravincere!), risparmiare energie, rischio d’infortuni e ammonizioni. Mi sono dimenticato certamente di qualcosa, ma se la nostra squadra giocherà così, avrà giocato bene. Si potrà vincere, ma potremo perdere se gli altri avranno fatto meglio di noi: in questo caso è d’obbligo far loro i complimenti.

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