Allegri che si toglie furioso il cappotto, che lo lancia a terra, che impreca, urla, prosaicamente s'incazza, č stata l'ultima immagine del 2015 in bianconero. Un'immagine inedita, inusuale, per un uomo che ha fatto della calma il suo stile di vita. Un'immagine inedita, inusuale, ma anche importante, che testimonia, se mai ce ne fosse bisogno, che č sempre complicato tenere sulla corda, concentrati e "cattivi", 25 professionisti, che basta poco, veramente poco, per far crollare le certezze costruite negli ultimi due mesi dell'anno, quelle su una Juve ritrovatasi di nuovo imbattibile, o quasi, vedasi la pesante sconfitta di Siviglia, pesante per via del sorteggio che poi ci č toccato in dote. Quindi il primo auspicio per un buon 2016 č quello di vedere di nuovo Allegri "calmo", che predica "calma", serafico e tranquillo col suo cappotto in dosso e non svolazzante in aria, come successo al Braglia. Un Allegri calmo grazie ad una Juve sempre concentrata, sempre vincente, una Juve che, rimanendo in tema di cappotti, a Maggio metta il cappotto al campionato, il quinto di fila, ad eguagliare i fantastici record della stessa Juve del '30/'35 e del Grande Torino, le uniche due squadre capaci, nella storia del football italico, di tale impresa straordinaria. Buon Anno a tutti voi.
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