Comincia così una favoletta che ci è stata raccontata per farci credere che si sarebbe messo un argine alle spese folli del calcio europeo.
Non tanto da parte di chi i soldi in effetti li ha (va da sé che pensare ad un mondo in cui tutti devono avere e spendere lo stesso è assurdo), ma da parte chi spende soldi che non ha, non ha ancora o non avrà mai.
Questo sì che falsa il mercato e il calcio.
E' successo così che due squadre italiane a caso siano passate sotto la lente di ingrandimento dell'UEFA, che ha avuto da ridire su una gestione più che allegra dei conti.
Morale: sanzioni blande, multe con condizionale e limitazioni alle rose neppure tanto limitanti.
Ovviamente verrebbe da pensare che, se tutto questo fosse una cosa seria, le società in questione siano corse ai ripari per invertire la rotta e riportare i conti in regola a forza di sacrifici. Come no....
E' di poche ore fa il siluramento dell'allenatore Garcia da parte della Roma.
L'allenatore francese godeva di un ricco contratto da 2,8 milioni netti a stagione fino al 2018, ottenuto in forza della fantasmagorica serie di risultati ottenuti.
La dirigenza romana ha pensato bene ora di sostituirlo con Luciano Spalletti.
Affari loro, verrebbe da dire: peccato che si parli di un contratto da 3 milioni netti.
In pratica la Roma, sotto sanzione Uefa, si troverà a pagare il prossimo anno un decina di milioni lordi di stipendi ad allenatori, senza neanche sapere se si qualificherà alla prossima Champions league. Caso unico in Italia? No, perchè, guardacaso, l'altra squadra sotto sanzioni è nella stessa situazione, visto che è riuscita, dopo aver esonerato Mazzarri (a stipendio per tutto quest'anno per 3,5 milioni netti) a mettere sotto contratto l'allenatore più pagato della serie A: Mancini a 4 netti.
Un record difficilmente battibile: più del doppio della Juventus, per dire.
Vedremo se in sede Uefa qualcuno solleverà la questione.
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