La giornata numero 21 e finalmente la Serie A sembra aver espresso le contendenti per il triolore, che in ordine di classifica sono Napoli e Juventus. Al terzo posto appaiate Fiorentina e Inter, con quest'ultima che anche nei risultati è tornata alla sua abituale dimensione (già lo era per il gioco espresso) e con prospettive degne del recente passato.
Da notare e far notare che la prestazione dei neazzurri è stata farcita da più di un "errore arbitrale in buona fede". Il Carpi, nonostatne il risultato positivo, può lamentare alcune decisioi discutibili delle giacchette nere che ne hanno limitato il bottino. Ma si sa, quanto accade all'Inter ha un'aurea di honestà che la tiene al di sopra di ogni sospetto.
In cima alla classifica c'è il Napoli, il cui allenatore alla domanda se quella azzurra sia la squadra da battere afferma: «
Non siamo noi la squadra da battere, ci sono società che fatturano il doppio se non il triplo rispetto a noi». Un argomento stucchevole e riciclato dalla precedente gestione tecnica degli azzurri. Sarri evidentemente sa che uno dei difetti competitivi del Napoli delle scorse stagioni è sempre stato un certo ingiustificato entusiasmo iniziale e cerca di far tenere un profilo basso a tutto l'ambiente. Ma se pensa che l'argomento "fatturato" possa dargli una mano dovrebbe sapere che funziona poco. Vorremmo chiedergli: se il campionato lo decide il fatturato, che partecipate a fare? O sta preparando il terreno alla sua celebrazione da eroe nonostante il budget? Smetta quindi questa pantomima che ha già nuociuto a Benitez e accetti il ruolo di favorito quali in effetti è.
Primo ostacolo sulla strada dei partenopei è rappresentato dalla Juventus, che con l'undicesima vittoria di fila ha relegato la Roma ai margini delle posizioni che contano ed è rimasta in scia alla capolista. A essere sinceri ieri abbiamo visto una Juve meno brillante delle ultime uscite,
ma in una lunga striscia di vittorie può essere fisiologico una prestazione meno convincente delle altre. Forse l'errore commesso ieri è stato l'accettare di adeguarsi, partita in corso, al ritmo indotto dalla Roma, che è stata verametne poca cosa e che ha badato più a distruggere che a creare. Forse è vero che per giocare bene bisogna essere in due, ma si poteva fare di più.
Quello che conta tuttavia in questo momento sono i risultati e in fondo la Juve ha dato un'ulteriore prova di solidità (soprattutto difensiva). Anche perché a dispetto di quanto va blaterando qualcuno, di fronte alla Juventus non si scansa nessuno. Con gli altri non sappiamo.
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