Certo che se uno gode delle partite "alla viva il parroco", con tutti davanti e poi tutti indietro, con score finale da sette a cinque, sabato non si è divertito. Per me, la partita è stata bellissima dal punto di vista tattico. Se uno riesce a godere dello spettacolo costituito dal perfetto dispositivo messo a punto dai due allenatori nelle rispettive squadre, avrà anche visto che il Napoli non è riuscito a fare il suo gioco di contropiede.
Quella che Allegri, molto cavallerescamente, chiama "pericolosità del Napoli a campo aperto" è stata annullata. Qualsiasi cosa dica Sarri, l'unica parata di Buffon è stata sull'incursione di Insigne dalla destra, peraltro facilitata da un fortunoso rimpallo. Per il resto? Un tiro abbondantemente fuori di Hamsik, scagliato da distanza siderale, che se fosse stato indirizzato dentro lo specchio della porta, avrebbe potuto impensierire solo mia nonna dopo il secondo ictus. I tanto decantati attaccanti napolisti, in sostanza, non hanno avuto palloni giocabili, vista la quasi perfezione del nostro reparto arretrato, ben coadiuvato da centrocampisti e attaccanti in ripiegamento.
Specularmente, il Napoli ha attenuato le nostre capacità offensive, tanto che Dybala si è visto poco, ma
l'occasione più pericolosa l'abbiamo avuta noi, proprio con quel tiro a volo di Paulo, certamente meritevole di miglior fortuna. Infine il jolly è stato pescato da Zaza, con un tiro che sarebbe finito all'incrocio dei pali (ove Reina non sarebbe arrivato). Sarri e Insigne rilevano la deviazione (di Albiol?) come decisiva:
io vedo tale sottolineatura come un tentativo di "diminutio" della nostra vittoria. In fin dei conti, se pareggiamo la parata di Buffon su Insigne e quella di Reina su Cuadrado, la differenza la fa quell'unico tiro in porta delle due squadre, in novanta minuti, con caratteristiche dinamiche tali da poter gonfiare la rete. Quel tiro l'abbiamo fatto noi. Quindi, come direbbe Boskov...
"Per vincere partite bisogna fare più gol". Quanto mi manca Boskov. Anche quando diceva
“Più bravi di Boskov sono quelli che stanno sopra di lui in classifica”. Senza aggiungere “perché hanno maggiore fatturato”. Il fatturato deriva da una tradizione, una continuità, una storia, un’abilità. Se non volete essere chiamati parvenu, industriatevi a crescere, col lavoro, l’abilità e senza piangervi addosso. Senza scegliervi gli arbitri, poiché con quello a voi gradito, avete perso ugualmente. Prendete le distanze dai vari giornalisti che tifano per voi pur essendo di squadre diverse, educate maggiormente i vostri tifosi, con meno trionfalismi e a rispettare gli avversari. E magari anche i cessi dello Stadium. La tanto sbandierata mancata trasferta a Torino è nipote delle vostre distruzioni allo Stadium e figlia dell’impedita trasferta dei bianconeri all’andata.
Educate i vostri tifosi, magari anche al rispetto dei morti, cosa che non ha ancora imparato a fare quella fantomatica professoressa divenuta famosa per quell’uscita sui social network. Onestamente penso che la maggior parte dei tifosi partenopei sia di livello molto superiore di costei, ma l’ostentato vittimismo dei dirigenti crea più tifosi violenti (in parole e fatti) di un qualsiasi commento preventivo giornalistico. Se qualcuno ha soprannominato il vostro presidente De Piangentiis, un motivo ci sarà.
Impari a perdere, poi, forse, imparerà anche a vincere. Magari non al primo tentativo. O forse sì. La nostra pagina facebook
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