La sconfitta di misura a Siviglia, quando il primo posto del girone sembrava cosa fatta, è costata cara. Immeritata quanto si voglia e, per disdetta, siglata da un giocatore amato da tutti i tifosi bianconeri: Fernando Llorente. Arrivando primi nel girone al posto di quei Citizens, che avevamo battuto sia all’andata sia al ritorno, ci sarebbe toccata una squadra ben più malleabile del fortissimo Bayern Monaco.
Per la sfida con i bavaresi, le fonti di preoccupazione sono tre: il palmares, gli esiti degli scontri precedenti e parco giocatori. Dalla fondazione, che risale al 1900, il palmares del Bayern si è arricchito di cinquantadue titoli nazionali, tre Coppe Intercontinentali, cinque Champions e altre frattaglie europee. Se a livello nazionale il numero di trofei è sovrapponibile al nostro, i nostri avversari mostrano una maggior facilità a imporsi in competizioni internazionali.
La storia delle sfide precedenti vede rossi e bianconeri al doppio scontro in quattro circostanze, e sempre in Champions League. Il primo doppio confronto è del 2004, nel girone iniziale con Ajax e Maccabi. E’ l’unica volta che riusciamo a prevalere nel doppio confronto, sempre per uno a zero: a Torino il gol della vittoria è segnato da Nedved, a Monaco da Del Piero, proprio in chiusura. La seconda sfida, l’anno seguente, ancora nel girone a quattro con Bruges e Rapid Vienna: a Monaco perdiamo due a uno (Deisler, Demichelis e Ibrahimovic), ma restituiamo il due a uno a Torino (doppio Trezeguet alternato da Deisler). Il terzo confronto è del 2009, ancora in un girone all’italiana (con Bordeaux e Maccabi): reti bianche all’Allianz Arena e un pesante uno a quattro casalingo, nonostante il vantaggio iniziale di Trezeguet. A differenza delle volte precedenti, stavolta il nostro cammino di Champions s’interrompe e, visto il terzo posto, siamo dirottati in Europa League. L’ultima doppia sfida è dell’aprile 2013, quando i bavaresi, ai quarti di finale, ci estromettono dalla competizione con un doppio due a zero (e lo zampino di Mandzukic). Otto gare che ci hanno visto vincenti tre volte, con un pareggio (e ovviamente quattro sconfitte), per sei reti fatte di riscontro alle undici subite, ma una sommatoria di esiti che, specie nei doppi scontri più recenti, ci ha visto soccombere, anche malamente.
Il terzo fattore di preoccupazione, come detto, è il parco giocatori. A far salire l’ansia, basta nominare qualcuno dei campioni a disposizione di Guardiola, da Neuer, per continuare con Ribery, Lewandowski, Xabi Alonso, Gotze, Lamm, Muller, “i nostri” Vidal e Coman e infine il mio preferito: Arien Robben. Una gran bella lista, senza considerare che il resto della rosa sia “gente da Bayern”.
La valutazione delle possibilità di successo delle due squadre è resa difficoltosa dai molteplici infortuni che hanno colpito le due squadre. Dalla nostra parte, Mandzukic dovrebbe quasi certamente saltare l’andata (lesione al gemello), così come Asamoah (bicipite femorale), Chiellini (soleo), oltre a Caceres (tendine achilleo: stagione finita). Ma se Atene piange, Sparta non ride: anche ii nostri avversari hanno problemi di infortuni, tanto che in Germania di parla di “emergenza difesa”. Assenti, certamente, Badstuber (caviglia), Martinez (ginocchio), Boateng (infortunio muscolare); in forse Benatia (problemi muscolari), il neo acquisto Tasci (non utilizzato fino a due gare di campionato prima della sfida del 23 febbraio). Niente da fare nemmeno per Frank Ribery, addirittura a rischio di abbandono per l’infortunio alla caviglia da cui non sembra guarire. Nonostante queste possibili defezioni, il Bayern resta uno squadrone estremamente temibile. Anche perché non farei molto affidamento sulle voci di “maretta” conseguenti alla notizia dell’addio di Guardiola a fine stagione e del malumore nello spogliatoio determinato dai comportamenti di Vidal: quelli in campo dimenticano tutto e lottano per vincere.
A parte la doppia possibilità di “gol dell’ex” a vantaggio dei tedeschi, era proprio meglio se ci fosse capitata qualche altra formazione. Ma è vero che noi abbiamo trovato il Bayern, anche il Bayern ha trovato noi. Mai Monsieur de Lapalisse ebbe tanta ragione: noi avremmo preferito altre compagini, ma, nell’urna, i tedeschi hanno pescato la Juve, la “prima delle seconde”. Sarebbe l’ora di invertire la tendenza dei risultati evidenziata poche righe sopra. Forza ragazzi e, come il solito, vinca il migliore!
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