La notizia è apparsa a distanza di qualche giorno dalla partita, quando ormai gli animi - irresponsabilmente agitati e surriscaldati da giornalisti-tifosi e pseudovip di fede napolista – dovevano essersi già acquietati. Juventus-Napoli avrebbe invece dato un ulteriore colpo di coda. E temiamo non sarà l'ultimo.
Siamo ad Acerra, comune della provincia a nord di Napoli, nella notte tra il 18 e il 19 febbraio dei vandali appiccano un incendio alle saracinesche di un negozio di bigiotteria e pelletteria. Il motivo sarebbe il regolamento di un acceso diverbio riguardante la sfida Juventus-Napoli avuto con il titolare del negozio, «tifosissimo» bianconero.
È curioso constatare come i vari organi di informazione locali (chiamiamoli così...) riportino la notizia.
"Il condizionale è d'obbligo". Che a scatenare l'atto vandalico ci siano motivi di fede (o fondamentalismo?) calcistica è da riportare assolutamente come "ipotesi da verificare": guai ad appiccicare scomode etichette al tifo napolista!
Anche la portata del gesto deve essere ridimensionata: uno «scherzo» (
Link ), una goliardata finita male. Che fortuna! Pensa se finiva "bene" come si sarebbero divertiti gli occupanti delle abitazioni soprastanti il negozio. E come avrebbe riso il negoziante se invece che danni solo all'esterno il fuoco gli avesse distrutto gli interi locali dell'attività!
La cosa che però ci lascia profondamente disgustati è l'assenza di qualunque forma di condanna da parte di chi riporta la notizia: è un fatto, è successo, basta. Si avverte non solo indifferenza (e già sarebbe eticamente grave), ma una sorta di strisciante compiacimento per quanto accaduto. Nessuna di quelle testate online, tra le quali il principale quotidiano locale (
Link!) ha sentito la necessità o il
dovere deontologico di condannare almeno formalmente l'accaduto .
Ma sono quegli stessi organi di disinformazione che hanno fatto polemiche preventive (e prevenute) prima della partita di Torino, che hanno lanciato ogni sorta di più infame e subdola insinuazione verso l'avversario e tutto un presunto sistema "nordista". Sono quegli orientatori di professione che si stracciano le vesti per ogni stupido coro contro la città, invocando la discriminazione territoriale e lamentando il razzismo di chi non tifa come loro. Siti e blog sui quali scrive gente come la signora Fabiana Paciello.
Infine un pensiero per la società Juventus e tifosi bianconeri che non vogliono riconoscere che questi e altri episodi (tipo la bomba carta di Bologna contro il pullman della squadra) affondano le radici e prosperano in quel sentimento antijuventino sempre coltivato dai media e che
mai si provvede a tacitare. Al prossimo episodio grave, che prima o poi ci sarà, mettano ancora la testa sotto la sabbia schermandosi con un
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