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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Calcio giocato di M. LANCIERI del 03/03/2016 00:01:14
Troppo brutti per essere veri

 

Giochiamo al Meazza il ritorno di semifinale di Coppa Italia contro l'Inter, con la qualificazione sulla carta ipotecata all'andata allo Stadium, grazie ad un perentorio 3-0.
Una pioggia battente accompagna le squadre su un campo che, grazie ad una programmazione dei calendari cervellotica, è teatro della terza partita in cinque giorni, l'ultima delle quali giocata appena 24 ore prima, con il Milan primo finalista ai danni dell'Alessandria.

La Juve si schiera 4-4-2, con molte variazioni rispetto alla formazione vincente pochi giorni prima in campionato contro la stessa Inter. Davanti a Neto, i centrali difensivi sono Bonucci e Rugani, con Lichtsteiner e Alex Sandro terzini; a centrocampo, Sturaro e Hernanes si piazzano in mezzo, con Cuadrado e Asamoah esterni e Zaza e Morata in avanti.

Dopo una fase di studio, in cui i padroni di casa cercano di attaccare senza però mai rendersi troppo pericolosi, al 16' Neto serve una palla sanguinosa ad Hernanes, che la perde al limite dell'area (subendo un intervento che somiglia molto ad un fallo) e permette agli interisti di concludere a rete per il vantaggio.
La Juve cerca di reagire, ma l'azione appare confusa e gli interisti hanno gioco facile ad opporsi. Trascorrono 8 minuti ed è Rugani a regalare ai padroni di casa la palla per il possibile raddoppio, che è impedito da Lichtsteiner con l'aiuto della traversa. Il festival degli errori prosegue poi al 41' con un passaggio approssimativo di Asamoah, sul quale Bonucci arriva con un pizzico di ritardo su Eder e subisce così l'ammonizione che gli toglie in ogni caso la possibilità di disputare la finale.
Il terribile primo tempo si conclude senza neanche una conclusione da parte della Juve: una prestazione sorprendente in negativo, che rinfranca le ambizioni di un'Inter che merita il vantaggio.

L'intervallo non sembra schiarire le idee ai bianconeri, che rientrano in campo con lo stesso atteggiamento confusionario del primo tempo, perdendo palloni facilissimi e apparendo costantemente in ritardo. Così non c'è da sorprendersi se nemmeno 5 minuti dopo l'inizio arriva il raddoppio nerazzurro, dopo una sgroppata di Eder che brucia Bonucci, che riapre completamente i giochi.
Trascorrono pochi minuti e ci si mette anche la sfortuna: su un buco difensivo interista, Zaza arriva alla conclusione centrando un palo clamoroso.
Allegri decide di sostituire Lichtsteiner con Barzagli, risistemando la formazione con la cara vecchia difesa a tre. Ma anche questo cambio non varia radicalmente la situazione ed è ancora la Juve a correre i maggiori rischi.
Si va avanti così, anche dopo l'ingresso di Lemina per Hernanes, fino all'81', quando Rugani si fa saltare dal più veloce Perisic e provoca il rigore del 3-0.
Si chiudono così i tempi regolamentari, non prima di un rosso clamorosamente risparmiato a Perisic dal pavido Gervasoni, e siamo costretti a proseguire per altri 30 minuti.

Iniziamo i supplementari con buona volontà, ma continua a regnare la confusione e così fatalmente i rischi nei primi minuti li corriamo solo noi. Poi, gradualmente, loro calano e noi cresciamo, anche grazie alla freschezza dei nuovi entrati, e Zaza si avvicina ancora alla rete, ma senza successo. Il primo tempo si chiude così a reti inviolate.
Il secondo tempo si apre come il primo, con la Juve a premere e l'Inter a difendere come può e a provare in contropiede. Ci prova Pogba al volo, ma la palla esce di poco.
Poi però prevale la stanchezza anche tra gli juventini e i rigori sembrano inevitabili. C'è però ancora il tempo per un'ultima emozione, ma la doppia conclusione di Morata è ribattuta da Carrizzo.

La sequenza dei rigori: Barzagli gol, Brozovic gol, Zaza gol, Palacio fuori, Morata gol, Manaj gol, Pogba gol, Nagatomo gol, Bonucci gol.

Siamo in finale, ma stasera è l'unica buona notizia.

Le pagelle

NETO 5: gioca una pessima palla in occasione del primo gol, sul quale poi non appare neanche molto reattivo. Dopo altre disattenzioni, salva il risultato al 90'.
LICHTSTEINER 5,5: visto l'andazzo, si limita alla sola fase di copertura, togliendo le castagne dal fuoco in un paio di occasioni.
BONUCCI 5: cerca di barcamenarsi in una situazione di disordine totale, faticando enormemente e perdendo Eder sul 2-0.
RUGANI 4: impaurito, sbaglia palloni facili e regala il possibile raddoppio, che non arriva solo grazie a Lichtsteiner. La ciliegina è il rigore del 3-0.
ALEX SANDRO 5: prova qualche accelerazione, senza troppo successo, e soffre spesso in fase difensiva.
CUADRADO 4,5: perde una marea di palloni, quasi irritante.
STURARO 4: un ectoplasma, si fa notare solo per un fallo inutile che gli costa il giallo.
HERNANES 4: rimedia una figuraccia sul gol più per colpa di Neto che sua, ma patisce sempre la maggiore velocità degli avversari. Nel secondo tempo si limita a passaggi di due metri indietro.
ASAMOAH 4,5: impreciso, poco presente, probabilmente gli manca il ritmo partita.
MORATA 4,5: paga la pessima prestazione della squadra vedendo pochissimi palloni e perdendo lucidità. Poi scompare fino al 120'.
ZAZA 5,5: partecipa poco e male ai tentativi di manovra juventini, ma è anche l'unico a creare pericoli.

BARZAGLI 6: senza lode e senza infamia.
LEMINA 6: impossibile fare peggio degli altri.
POGBA 6: rivitalizza l'incontro, ma troppo tardi.

ALLEGRI 3: presenta una formazione senza nerbo, supponente, che riesce a fare risorgere una squadra di morti.

COSA VA: siamo in finale.
COSA NON VA: tutto il resto - come ha ammesso Bonucci, la partita peggiore degli ultimi anni.
IL MIGLIORE: nessuno.

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