Appena quattro giorni fa il mondo dei giornalisti sportivi di mamma Rai si è ferocemente scagliato contro Claudio Marchisio. "Non vedente" affibbiato al telecronista di inter-Juve (Gianni Cerqueti) è offensivo, hanno sostenuto. In effetti fossi un non vedente e mi sentissi accostare a Cerqueti mi offenderei molto.
A due giorni di distanza la legge del contrappasso ha colpito. Uno dei volti dello sport targato Rai e tra i giornalisti più tristemente noti al tifo juventino, tale Ivan Zazzaroni da Bologna, ha cinguettato: «
A Torino si tifa Juve o Toro, a Milano Inter o Milan, a Roma Lazio o Roma, a Genova Samp o Genoa, non tifare Napoli a Napoli è contro natura». Al sottoscritto le parole di Zazzaroni sono sembrate un «nuovo manifesto della purezza della razza calcistica» (gli è stato tweettato).
In Rai forse non lo sanno, ma in un mondo che soffre di una forma di grave perbenismo, che va sotto l'etichetta di "discriminazione territoriale" le parole di Zazzaroni
hanno offeso più comunità, innanzitutto quella degli juventini non di Torino, oltre che in modo più diretto gli juventini di Napoli e provincia che tifano in maniera appassionata e civile per i colori bianconeri nonostante un ambiente ostile che da sempre accusa soprattutto chi all'ombra del Vesuvio tifa Juve. Sono parole ancora più sgradevoli visto che sono pubblicate da un giornalista di casa nelle trasmissioni sportive condotte da quei suoi colleghi che nei giorni scorsi hanno chiesto provvedimenti per il calciatore della Juventus. Ci auguriamo che Rai sport, Rai TV e Commissione di vigilanza Rai prendano provvedimenti, per render chiaro che i valori dello sport nulla hanno a che vedere con un linguaggio che riecheggia teorie di purezza che dovrebbero essere sepolte dalla storia. Una vicenda e un'offesa a milioni di tifosi che non possono essere liquidate come una "caduta di stile". (Liberamente ispirato al comunicato Usigrai contro Marchiso).
Per frasi molto meno offensive su Twitter si chiede di sanzionare un calciatore, quello di Zazzaroni è più di uno scivolone (il video con Caressa, successivamente pubblicato su facebook e in cui spiega con «faccio una battuta, alfaniana» somiglia tanto a un'ulteriore scivolata sugli specchi su cui cercava di arrampicarsi) . Così come chiedete (fuori luogo) a un giocatore della Juve rispetto per i non vedenti, lo dovete pretendere anche dai vostri "professionisti"(?). Quello di Zazzaroni è molto più di uno scivolone e ci dispiace anche perché è un commentatore che per le comparsate in Rai viene pagato con soldi pubblici. Tra l'altro, ha scritto una cosa decisamente non bella nei confronti degli juventini non residenti a Torino, milanisti e interisti non residenti a Milano, laziali e romanisti non residenti a Roma, eccetera. Tutta la nostra solidarietà per i tifosi bianconeri di Napoli e delle altre zone d'Italia. (Liberamente ispirato alla dichiarazione di Carlo Paris in risposta al tweet di Marchiso).
Noi di Giù le Mani dalla Juve esprimiamo vicinanza ai fratelli bianconeri di tutto lo Stivale, offesi sul social Twitter, non da un utente qualsiasi ma da Ivan Zazzaroni, giornalista ospite in tv napoletane e della Rai, televisione pubblica nazionale (servizio pubblico). Non si può sempre sempre soffiare sul fuoco (anche) del comune sentimento antijuventino alimentando inutili e assurdi luoghi comuni del tifo più esagitato, tra l'altro pericolosi come dimostrano continui episodi al limite della cronaca nera (e a volte oltre) che spesso raccontano di aggressioni a giocatori e tifosi juventini. Non può e non deve farlo soprattutto chi è parte integrante dei mass media del mondo del calcio come, ribadiamo, il commentatore della Domenica Sportiva Ivan Zazzaroni. L'esempio deve arrivare innanzitutto dai protagonisti che dovrebbero avere maggior senso di responsabilità nell'uso di media tradizionali e dei social. Ecco «perché soprattutto gli juventini devono sempre incazzarsi», tanto per usare le parole pronunciate da Zazzaroni nel suo video. (Liberamente ispirato alla comunicato del CdR di Rai Sport contro Marchiso).
Confidando pertanto nella coerenza di Carlo Paris, Usigrai e CdR di Rai Sport, rivolgendoci anche al Presidente della televisione di Stato, chiediamo per Ivan Zazzaroni un provvedimento esemplare: l'allontanamento
sine die del suddetto da tutti i programmi televisivi (anche non sportivi) di Rai TV. Perché voi ce l'avete una coerenza, vero?
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