… non ci fossero turbe d’individui che hanno modo di aver qualcosa dalla vita solo nelle partite della propria squadra di calcio;
… i tifosi andassero allo stadio a sostenere la propria squadra per vederla vincere, ma accettando l’eventuale sconfitta per merito dell’avversario, semplice sfortuna o per un supposto errore arbitrale;
… le partire finissero “quando arbitro fischia” (ahi, ahi, Vujadin, in pochi han compreso la tua lezione);
… si considerasse più bravo quello che ha un punto in classifica più di noi (ahi, ahi, Vujadin quasi nessuno ha compreso la tua grandezza);
… i risultati da ottenere sul campo servissero solo per l’albo d’oro e non per pararsi il deretano dalla Guardia di Finanza e dalla Covisoc;
… i vari Collina non s’incontrassero con i vari Meani in ristoranti chiusi per turno;
… i giocatori non fingessero di aver subito in campo una laparatomia esplorativa, quando hanno ricevuto appena un calcetto;
… in area, gli attaccanti non allargassero la gamba dopo l’intervento sul pallone del difensore, che purtroppo non ha la possibilità di smaterializzarsi;
… il giudice in campo e quello sportivo facessero in modo che, a parità di “golino”, sia un Perisic, sia uno Zarate avessero le stesse giornate di squalifica;
… dopo una squalifica per tre giornate, a un giocatore della Fiorentina fosse elargito l’usuale sconto, per non favorire la “povera Roma”…
... se al Sistema non fosse utile aizzare gli animi dei tifosi, in modo da limitare la violenza all'ambito calcistico per togliere peso e spazio alla protesta politica ...
... allora non ci sarebbe più posto in televisione per giornalisti dalle telecronache parziali e commentatori ultras, come chi ha ammorbato gli utenti del Servizio Pubblico RAI in occasione di Inter - Juventus di Coppa Italia.
E soprattutto non ci sarebbe posto per uscite ultracorporative, contro la libertà di pensiero e di opinione, da parte di un Carlo Paris qualsiasi. La TV di stato depositaria della verità esisteva, per esempio, nella Germania dei primi decenni del secolo scorso e nella Bulgaria del signor Todor Živkov. Qualora, invece, i signori giornalisti del Servizio Pubblico RAI pensassero di essere i depositari della verità per intervento divino, cavolo, sappiano che tra loro e i Quattro Evangelisti ci corre parecchio.
Ah, dimenticavo: #iostoconmarchisio
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