Il Gianni nazionale ritrovò la strada del successo, riassumendo in questo ritornello di una sua canzone la sua voglia di rivalsa.
Marco Pantani la salita, quella reale, quella che s’inerpica dietro una curva a sollevare il manto della strada, l’amava davvero.
Amava la sofferenza che i muscoli provano ad ogni sforzo che richiedono i pedali per difendersi dalle pendenze dell’asfalto e Marco, il pirata, non aveva paura di quella sofferenza, non temeva quelle pendenze.
Erano la sua lampada di Aladino, quelle salite, capaci di trasformare quell’esile ragazzo nel re delle montagne, il gigante della gioia di saper soffrire, di voler soffrire ed arrivare per primo, lassù, quasi a toccare il cielo con i pedali.
Era bello come quello di un bambino felice quel suo sguardo quando alzava le mani al cielo: non potevi non amare Marco Pantani, il campione che non era un robot, il campione che aveva battuto l’avversario più infimo, la sfortuna.
E purtroppo non lo era un robot, purtroppo quel campione era sempre quel ragazzo esile, purtroppo la salita, quella con cui ti giochi la vita, era più dura del Mortirolo ; le gambe e i muscoli erano più forti di quanto lo fosse la testa.
Ora si parla di complotti, prima ancora di uno strano suicidio; non lo so cosa ci sia di vero, quali siano state le spinte che abbiano fatto crollare l’uomo, come un campione alle prese con una crisi di fame a metà salita.
E’ più che probabile che tutto si risolva in un fuoco di paglia, tanto ormai da anni il ragazzo fragile è un campione lassù, oltre quel cielo che quasi toccava con i pedali.
Con un però: la smettano certi giornali di celebrarne il ricordo, la finiscano di chiedere luce su quanto accaduto, evitino di ricordarne le imprese: perché ci sarà sempre qualcuno di noi che non dimenticherà chi lo ha lasciato per terra, chi, anziché porgergli la mano, gli ha tirato fango, chi lo isolato nel giocarsi la vita.
Abbiate quanto meno la decenza di nascondere la vostra colpevole vergogna nel silenzio; la Rosa si sa…. E’ piena di spine.
La nostra pagina facebook
Il nostro profilo Twitter
Commenta con noi sul nostro forum!
