Per meglio comprendere la realtà che ci circonda, non basta altro che valutare semplicemente i fatti per quello che sono. Spiegare a questo punto il perché il nostro calcio è alla deriva è semplice.
Mercoledì 13 aprile, si è tenuta a Milano la finale di ritorno della Coppa Italia Primavera tra l’Inter e la Juventus. I nerazzurri si sono aggiudicati il trofeo. A fine partita, l’allenatore dell’Inter Vecchi, dopo aver contestato ai direttori di gara anche le rimesse laterali durante il match, si scaglia, gesticolando, contro un giocatore bianconero dando il via ad una rissa che ha coinvolto anche altri tra atleti e tesserati delle due squadre.
Non contento dello spettacolo offerto e forse non conscio che da allenatore dovrebbe dare l’esempio ai suoi ragazzi, se ne è uscito con questa dichiarazione: «lo stile Juve? Esiste solo quando vince». Frase che una certa stampa ha usato a beneficio delle solite chiacchiere da bar. Il tecnico nerazzurro si è reso protagonista di una scenata che avrebbe dovuto farlo vergognare. Risultato? Vecchi è stato
squalificato (con stile) per una giornata («per avere, al 49° del secondo tempo, dopo la segnatura di una rete, assunto un atteggiamento provocatorio nei confronti della panchina della squadra avversaria e rivolto loro espressioni irriguardosi»).
Un cattivo esempio, non solo per i campioncini che si affacciano ora al grande calcio, ma anche per tutti quelli che hanno assistito al match. Non bastava a Vecchi semplicemente festeggiare la conquista del titolo? E’ un po’ lo stesso spettacolo offerto dalla maggior parte dei tifosi ogni giornata di campionato, che come abbiamo più volte evidenziato contagia anche i protagonisti in campo, spinto a tifare contro l’avversario piuttosto che sostenere la propria squadra.
E per restare in argomento non possiamo non fare una tirata d'orecchie anche a Paulo Dybala, che durante questa settimana si è reso colpevole di una reazione infastidita verso un piccolo tifoso che gli poneva delle domande. Rispondere in malo modo di "levarsi di torno" non è gratificante per i giovani fans che ti inneggiano (e che saranno i sostenitori di domani della baracca calcio) e non è qualificante per il giovane campione protagonista di un simile atteggiamento. Va detto che a mitigare il gesto del 21 bianconero sono giunte le scuse postate sui social e di sicuro porte in modo diretto a quel piccolo tifoso. Anche questo è stile. Il giocatore bianconero ha avuto la sensatezza d scusarsi, il "maturo" (?) allenatore della primavera interista invece?
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