Scrive Bellinazzo, giornalista del Sole 24 ore:
“…i tifosi della Juve sono felicissimi perchè continuano a vincere ed è un bene, ma non credo che faccia bene alla Juve avere un dominio così ampio nel calcio italiano, perchè poi quando vai a vendere il prodotto nel suo insieme con una squadra che vince sempre, non è che sia il massimo". (
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Sembra voler dire che, se lo scudetto quest'anno lo vincesse il Napoli, i diritti tv del nostro campionato il prossimo anno varrebbero molto di più...
Ma il problema è chi vince o tutto quello che c'è o non c'è attorno? Il campionato italiano è decaduto sotto tutti i punti di vista (tecnico, per infrastrutture, polemiche, personaggi, scandali più o meno inventati) e la Juve è l'unico elemento di qualità internazionale che può creare un po' di interesse. Uno scudetto lottato tra Napoli e Roma, inesistenti in Europa, chi interesserebbe?
Ricordiamo anche che, negli anni in cui in Inghilterra stradominava lo United, la Premier è diventata il torneo più seguito e più venduto nel mondo, quindi il problema non sta tanto in un dominio più o meno lungo, quanto nell'incapacità di tutto il resto del calcio italiano di dotarsi dei requisiti minimi per rendere il suo prodotto vendibile, al di là dei domini temporanei che sempre ci sono stati, ci sono tutt'ora e sempre ci saranno in futuro, in qualsiasi sport.
Ma il bello è che la Juve non ha ancora raggiunto un livello accettabile di commercializzazione del marchio per cui, una volta risolto questo problema, la forbice aumenterà ancora.
Belinazzo avrebbe dovuto puntare il dito contro un sistema incapace di costruire nuovi stadi, valorizzare i settori giovanili, ridare credibilità al movimento, nominare veri manager super partes capaci di vendere questo prodotto da rinnovare come è stato fatto per la Premier.
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